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Licenziato da ArcelorMittal per un post sulla fiction con Ferilli: "Non lo merito" 

Da più di vent'anni fa il tecnico di controllo costi nell'acciaieria ex Ilva: è stato prima sospeso e poi mandato via per aver invitato a guardare la serie "Svegliati amore mio" sul dramma dell'inquinamento a Taranto

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"La cosa che più mi fa male è che dopo quasi ventun'anni in azienda sono stato trattato come un numero, non me lo merito", si sfoga così Riccardo Cristelli dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento da ArcelorMittal per un post su Facebook nel quale invitava i tarantini a guardare la fiction Mediaset "Svegliati amore mio". Nella serie si denuncia l’inquinamento industriale di Taranto: per l'azienda il suo messaggio aveva contenuti denigratori e altamente lesivi della propria immagine, quindi licenziato, per giusta causa.

Ma Riccardo, più di vent'anni nell'acciaieria ex Ilva, prima come operaio del magazzino, poi come tecnico di controllo costi dell'acciaieria, due figli a carico, non si dà pace: "Non ho scritto nulla di offensivo nei confronti di ArcelorMittal, non ho fatto alcun commento, non ho mai citato l'azienda. Il mio profilo è privato, lo usiamo io ma soprattutto mia moglie e possono vederlo solo i nostri 400 amici". 

 

Il post in questione risale al 24 marzo, è un messaggio che non è nemmeno stato scritto da lui, ma lo ha condiviso sulla sua bacheca per invitare a guardare la fiction e riflettere sulla situazione di Taranto. "Ho cercato di spiegare che non era mia intenzione ledere l'immagine dell'azienda - dice a la Repubblica di Bari -  non immaginavo affatto potesse generare questi problemi. Il post era generico e voleva solo sensibilizzare le persone, per il dramma della nostra città".

 

Ma intanto è arrivato il benservito. Prima una telefonata, la domenica delle Palme, nella quale gli si dice che per un problema di numeri doveva rimanere in cassa integrazione per una settimana. Poi il licenziamento, comunicato direttamente con una raccomandata. Fine della questione.  

 

La sua storia è stata ripresa da televisioni locali e testate nazionali, e la sua battaglia non si ferma qui. Il sindacato Usb ha proclamato uno sciopero e un sit-in permanente davanti ai cancelli della fabbrica il 14 aprile, per difendere non solo Riccardo ma anche gli altri lavoratori dello stabilimento.  

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