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Hamburger e cappuccino a due passi da San Pietro? 81 euro: lo scontrino-shock dei turisti finisce sui social

Pausa pranzo amara per quattro viaggiatori in visita al Vaticano. Scoppia il caso tra ironia e indignazione, ma dal locale spiegano: "Sapevano quello che mangiavano e sapevano quello che pagavano"

Due hamburger e due cappuccini doppi all'ombra del Cupolone di San Pietro per 81 euro e scoppia il caso social sulla "rapina con lo scontrino fiscale". Quanto pagato, infatti, da quattro turisti in pausa pranzo nella zona intorno al Vaticano, a Roma, ha sollevato indignazione e - anche - ironia su Facebook. Dal locale, intanto, a Il Messaggero, spiegano: "I clienti hanno scelto dal menu e sul menu erano scritti i prezzi: sapevano quello che mangiavano e sapevano quello che pagavano". Esposto del Codacons: "Sanzionare l'esercizio".

Sullo scontrino postato su Facebook si legge quanto ordinato e consumato: due hamburger (25 euro l'uno), due cappuccini doppi (8 euro l'uno) e un caffè americano doppio (8 euro). Totale 81,40 euro, comprensivo di servizio.

"Sono entrati in quattro - hanno raccontato dal locale a Il Messaggero, - hanno ordinato il pasto dal menù, hanno diviso gli hamburger, quattro etti di carne di manzo danese, affiancati da patatine e insalata, e hanno consumato caffè e cappuccini".

All'arrivo del conto al tavolo le prime rimostranze da parte dei turisti. "Abbiamo cercato di chiarire la questione alla cassa - concludono dal bar; - hanno pagato e poi la bufera sui social".

Ma online non è scattata solo l'indignazione per una pausa pranzo considerata da tanti troppo salata e una brutta pubblicità per il turismo della Capitale; in molti hanno anche ironizzato sulla vicenda così: "Se bevi cappuccino mangiando hamburger te lo meriti".

Codacons: sanzionare il localeCon una istanza alla guardia di finanza e al Comune di Roma il Codacons chiede sanzioni pesanti nei confronti del locale. "Se confermati i fatti così come riportati dai mass media, nei confronti dell'esercizio dovranno essere disposte misure sanzionatorie, compresa la chiusura del locale e la revoca delle autorizzazioni - spiega il presidente Carlo Rienzi. - In base alle recensioni dei clienti, infatti, non sarebbe la prima volta che il ristorante applica prezzi abnormi ai turisti. Simili casi arrecano un danno sia alla categoria dei pubblici esercizi, sia all'immagine di Roma agli occhi del mondo, e allontano il turismo dalla capitale". "Per tale motivo chiediamo alla gdf e al Comune di intervenire verificando i fatti e adottando misure severissime nei confronti del locale e del suo gestore, compresa la chiusura dell'esercizio", conclude Rienzi.

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