assedio al centro accoglienza

Eritreo ferito a Roma, indagata la zia del 12enne italiano per lesioni aggravate

La donna aveva denunciato di essere stata sequestrata per oltre un’ora dai migranti in un vialetto a ridosso del centro, chiuso da due cancelli. Ma per gli inquirenti si è inventata tutto

03 Set 2017 - 12:17
 © ansa

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E' indagata dalla procura di Roma, per lesioni aggravate dall'uso di arma, la zia del 12enne che martedì aveva avuto un diverbio con un eritreo nei pressi del centro di accoglienza di via del Frantoio a Roma. In una informativa i carabinieri parlano di una colluttazione tra la donna e il migrante rimasto ferito dopo essere stato colpito con un oggetto. La vicenda aveva innescato l'assedio dei residenti al centro di accoglienza.

La residente aveva denunciato di essere stata sequestrata per oltre un’ora dai migranti in un vialetto a ridosso del centro, chiuso da due cancelli. Alcuni cittadini raccontano di averla tirata fuori a forza assieme al figlio. Una storia che però smentita dagli investigatori, dalla Cri e da alcuni testimoni. E sia la polizia che la Croce Rossa sostengono anche la donna sarebbe arrivata al centro già “scortata” da diversi residenti della zona. Il pm Alberto Galanti ha incaricato un medico legale di accertare l’attuale stato di salute dell’eritreo.

L’uomo, 40 anni, è stato ferito alla schiena, ed è stato ricoverato in ospedale con una iniziale prognosi di 30 giorni. Nei giorni scorsi ha negato di aver lanciato sassi contro i bambini che erano in strada, figli e nipoti della donna ora indagata.

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