FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonnelogo mastergameCreated using FigmaGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Lamezia Terme, segregata e violentata per dieci anni: “Il mio capo mi spaccò la testa col martello"

A “Pomeriggio Cinque”, l’intervista esclusiva a Mariana, che ora vive in una casa famiglia con i suoi figli, nati dalle violenze sessuali

Dieci anni di segregazione, alcuni di questi in un appartamento con finestre e porte sigillate, altri in un tugurio buio e sporco in campagna a Lamezia Terme. Violentata, picchiata e costretta a crescere i due figli nati dopo gli abusi sessuali. È la terribile storia di Mariana, di origini rumene, che è stata liberata un anno fa dai Carabinieri.

La donna ora vive con i suoi figli di 10 e 4 anni in una casa famiglia, ma il lungo periodo accanto al suo aguzzino - che inizialmente era il suo datore di lavoro - sono è stato un vero e proprio inferno, come lei stessa racconta in esclusiva a “Pomeriggio Cinque”. “Più di una volta mi ha spaccato la testa, una volta con il martello, una volta con un palo di legno, e mi ha ricucita con ago e filo da pesca”, racconta Mariana con freddezza.

La donna di appena 30 anni spiega i dettagli della sua prigionia, delle due gravidanze e dei due parti portati avanti in uno scantinato. “Avevo provato a scappare una volta, ma lui mi ha beccata e da allora mi ha sempre minacciata di morte. Quando andai a partorire mi disse che se avessi osato raccontare qualcosa alle infermiere mi avrebbe uccisa insieme al piccolo”.

La donna prosegue con la sua terribile storia di sofferenza: l’uomo, che ora è in carcere, aveva addestrato il primo dei suoi figli a picchiarla, a insultarla. “Lo aveva aizzato contro di me dicendogli che non gli volevo bene”. L’intervento dei Carabinieri, che si sono insospettiti quando hanno notato il bambino in condizioni drammatiche a spasso con il suo carceriere, è stato una liberazione.

Mariana piange quando racconta il momento in cui ha rivisto la luce: “Ho ancora paura. Quando ci hanno liberati faceva freddo. Ho avvolto la mia bambina in una coperta e siamo andati via. Ma la famiglia di lui ancora mi minaccia”. "Farò il mio dovere per far ottenere a questa persona il massimo della pena. Il processo inizia a gennaio", ha concluso l'avvocato che gratuitamente sta seguendo la storia di Mariana.

Commenti

Commenta
Disclaimer

Grazie per il tuo commento

Sarà pubblicato al più presto sul nostro sito, dopo essere stato visionato dalla redazione

Grazie per il tuo commento

Il commento verrà postato sulla tua timeline Facebook

Regole per i commenti

I commenti in questa pagina vengono controllati
Ti invitiamo ad utilizzare un linguaggio rispettoso e non offensivo, anche per le critiche più aspre

In particolare, durante l'azione di monitoraggio, ci riserviamo il diritto di rimuovere i commenti che:
- Non siano pertinenti ai temi trattati nel sito web e nel programma TV
- Abbiano contenuti volgari, osceni o violenti
- Siano intimidatori o diffamanti verso persone, altri utenti, istituzioni e religioni
- Più in generale violino i diritti di terzi
- Promuovano attività illegali
- Promuovano prodotti o servizi commerciali