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Il Bdsm a Milano, luoghi e protagonisti della "scena"

Abbiamo esplorato per qualche mese lʼuniverso sadomaso del capoluogo lombardo e raccolto le esperienze di alcuni protagonisti

La storia di Tsuki e degli altri protagonisti della scena Bdsm di Milano sono solo lo spaccato di un universo più ampio di quello che si potrebbe credere. È difficile calcolare quante persone nel mondo praticano sesso estremo. Secondo Ayzad, uno dei massimi esperti italiani di Bdsm, nei paesi industrializzati “un adulto su sei ha frequenti fantasie erotiche a tema Bdsm, uno su dieci le ha realizzate davvero”. Nel suo libro “Guida per esploratori dell’erotismo estremo” lo scrittore fa una stima prendendo in considerazione i dati Istat sulla popolazione: in Italia più di 4 milioni di persone praticano sadomasochismo.

I dati sullʼuniverso Bdsm

Se il Bdsm è qualcosa di più di una fantasia sessuale è perché trascende le quattro mura della camera da letto. Per farlo ha bisogno della scena: l’insieme di locali, di eventi, di negozi frequentati da sadomasochisti che creano un giro e diventano una sorta di comunità. Le “vecchie guardie” (tra di loro si chiamano proprio così) si conoscono tutti e notano subito l’ingresso di qualche novellino.

È Ayzad a introdurci nella scena milanese. Ayzad è un ex giornalista, uno scrittore, sadomasochista da trent’anni. Ha tenuto diversi seminari sull’argomento e ora insegna a forze dell’ordine e a psicologi come approcciarsi al fenomeno. Nel capoluogo lombardo è considerato il guru del sadomasochismo. “Milano è la capitale del Bdsm italiano, in ogni città c’è un giro perché ci sono persone che lo praticano, che vogliono incontrarsi e condividere esperienze, ma Milano ha una marcia in più. Ci sono più persone, più locali, più occasioni d’incontro”, dice.

Le sue parole vengono confermate dalle persone che incontriamo durante il viaggio nella scena milanese. In realtà i posti in cui bdsmer si incontrano si contano sulle dita di una mano e sono sempre gli stessi così come le persone che organizzano gli eventi. “Locali nuovi nascono e muoiono costantemente”, racconta Ayzad. “All’inizio le persone pensano di guadagnare sul giro Bdsm, ma quando si accorgono che le entrate sono inferiori alle loro aspettative smettono di fare serate”.

Gli incontri tra persone che praticano sadomasochismo avvengono molto spesso in bar normalissimi dove di solito vengono organizzati i cosiddetti Munch, semplici aperitivi che servono ai praticanti per conoscersi tra di loro e ai neofiti per avvicinarsi al Bdsm. Non sono incontri segreti, può prendervi parte chiunque. Non è richiesto un dress code e sono vietati giochi o qualsiasi comportamento Bdsm.

Per giocare, invece, ci sono i play party. Eventi Bdsm che si tengono in club privè. Attualmente a Milano ce n’è solo uno: il Nautilus. “È l’unico posto dove si tengono veri eventi sadomaso, con seminari e professionisti del mestiere – spiega Ayzad - Il Nautilus è gestito da una coppia di bdsmer che un paio di volte al mese si permette di fare serate a tema senza badare ai profitti. Non puoi mai immaginare quante persone vengano a un evento, a volte si fa il pienone, altre volte siamo quattro gatti”.

Al Nautilus ogni prima domenica del mese si tiene il Sadistique, la più grande festa Bdsm di Milano. Per accedere è necessaria la tessera del circolo Anddos, serve per tenere lontani i curiosi e per evitare guai legali. Lo statuto sociale permette ai partecipanti di assumere determinati atteggiamenti senza preoccuparsi di offendere quello che la legge definisce il “comune senso del pudore” (articolo 527 del codice penale).

Per prendere parte al Sadistique è richiesto un dress code in base al tema della serata che varia di mese in mese. Il locale è arredato come se fosse una nave, particolare che spiega il suo nome. All’interno è un open space diviso per aree di gioco. C’è uno spazio dedicato al bondage: corde e nodi avvolgono corpi di fanciulle appese. Un’area per il flogging (flagellazione con la frusta): master e mistress esperti si mettono a disposizione di masochisti abbastanza coraggiosi da sottoporsi ai loro colpi.

Tra i divanetti ci sono delle gabbie. Al loro interno uomini e donne giocano a provocarsi dolore e piacere allo stesso tempo. Non tutti gli ospiti giocano, alcuni sono lì semplicemente per sentirsi liberi di esprimere la loro passione senza inibizioni e vergogna: schiavi seminudi portati a guinzaglio dalle loro padrone, ragazze vestite in latex con il seno scoperto e mollette ai capezzoli mentre, serene, conversano con altri partecipanti sorseggiando un drink.

Oltre a frequentare locali come il Nautilus, chi vuole giocare può anche prendere in affitto un dungeon, una stanza attrezzata con vari giochi in cui gli amanti del sadomaso si possono divertire liberamente. C’è una differenza però tra gli eventi come il Sadistique e gli incontri privati nei dungeon: la presenza di personaggi noti nel mondo Bdsm. Durante i play party spesso vengono organizzati seminari in cui esperti come Ayzad e Shakner insegnano a maneggiare la frusta. O maestri come Kirigami mostrano come usare le corde. Loro si mettono a disposizione di chi partecipa all’evento in modo da evitare eventuali incidenti di percorso.

Secondo Ayzad negli ultimi anni ci sono state due rivoluzioni che hanno cambiato il mondo Bdsm. Una si chiama “Cinquanta sfumature”, la celebre trilogia della scrittrice inglese E. L. James che ha dato ispirazione a tre adattamenti cinematografici dal successo internazionale. “Cinquanta sfumature ha reso le persone più curiose verso questo mondo - dice Ayzad – . Chiunque pratica Bdsm ti dirà che i giochetti in camera da letto dei protagonisti Mr. Grey e Anastasia non hanno nulla a che fare con il vero sadomasochismo. Ma i romanzi, prima, e i film, poi, hanno sicuramente acceso la miccia della curiosità nel grande pubblico. Ed è positivo. L’effetto negativo di Cinquanta sfumature è il rischio di imitazione tra persone inesperte”.

Secondo un articolo del Washington Post l’uscita della trilogia ha provocato in America un picco di ricoveri in pronto soccorso a causa di incidenti con i giochi erotici. Per questo gli esperti come Ayzad insistono sull’importanza della preparazione e della pratica nel Bdsm. Eventuali infortuni durante una sessione rischiano di comportare problemi legali per la parte dominante. Per la legge, infatti, qualsiasi lesione con prognosi superiore ai venti giorni deve essere obbligatoriamente denunciata d’ufficio dall’autorità che la rileva (articolo 582 del codice penale).

L’altra rivoluzione che secondo Ayzad ha sconvolto il mondo Bdsm è Internet. “Il web ha dato a molti la spinta per provare. Ha accorciato le distanze, ha permesso alle persone di conoscersi. Chi magari si sentiva ‘strano’ o diverso a causa di alcune pulsioni ha trovato il coraggio di provare dopo essere venuto a conoscenza di non essere solo”.

In rete avvengono i primi contatti, si comincia a prendere confidenza con i luoghi e i volti della scena milanese. Spesso le serate Bdsm vengono infatti divulgate su Internet. Ci sono poi i siti di annunci come La Gabbia dove si possono trovare compagni di giochi. O le community Bdsm come The Room o Fet Life, quest'ultimo è molto in voga nella scena milanese. Ma a volte per conoscersi e cominciare a orientarsi è sufficiente il buon vecchio Facebook. Basta iscriversi a gruppi come “Bdsm Milano” per sapere ciò che succede a nel capoluogo lombardo e ricevere gli inviti a eventi, munch e serate a tema.

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