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Igor, un compagno di cella: "Un solitario con la fissa dei cartoni animati"

"In carcere era soprannominato ʼRobin Hoodʼ perché faceva le rapine con arco e frecce"

"Igor il russo - Ezechiele il serbo" è una persona più complessa di come è stata dipinta fino a ora dai giornali. Non solo un killer freddo, sempre lucido persino in situazioni di grande stress e spietato, ma anche un introverso con la fissa per i cartoni animati. "Ne guardava a decine, anche per tutto il giorno, tutti i giorni" racconta uno dei suoi ex compagni di carcere ai microfoni di "Pomeriggio 5". "Era una delle sue stranezze" aggiunge l'uomo, che con il pluriomicida venuto dall'Est ha vissuto per anni a stretto contatto. "Noi lo pigliavamo in giro chiamandolo 'Robin Hood' perché aveva fatto alcune rapine armato di arco e frecce. Lui si arrabbiava. In carcere non dava grande confidenza agli altri: se ne stava per conto suo, ma è sempre stato corretto, educato e rispettoso".