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Genova, MCM Autostrasporti: "Bobina non ha causato il crollo, non è caduta dal Tir, come documentano le foto"

Uno dei titolari della società smentisce la testimonianza di un ingegnere, che aveva lavorato ai lavori di rinforzo della pila 11 del ponte Morandi: "Prima di esprimere pareri, è meglio approfondire"

Genova, MCM Autostrasporti: "Bobina non ha causato il crollo, non è caduta dal Tir, come documentano le foto"

"La bobina era ancora sul semirimorchio, nel proprio alloggiamento, quando il Tir è finito sotto il ponte Morandi. Lo si capisce da come si è deformata e dallo stato del mezzo. Tutto è documentato dalle foto della polizia". Silvio Mazzarello, uno dei titolari della MCM Autotrasporti, nega che a causare il crollo del viadotto possa essere stato uno dei suoi camion, come ipotizzato venerdì dall'ingegnere Agostino Marioni, sentito come teste in procura.

"Prima di esprimere pareri, sarebbe necessario approfondire meglio quanto accaduto", insiste Mazzarello, secondo cui la sua ditta è "estranea alla vicenda". La mattina del 14 agosto sul ponte Morandi c'erano due Tir della Mcm Autotrasporti, entrambi partiti dall'Ilva di Genova e diretti allo stabilimento di Novi Ligure. "Dal primo, transitato 2 minuti prima del crollo e arrivato regolarmente a destinazione, non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione", spiega Mazzarello.

Il secondo venne risucchiato all'indietro dal viadotto che crollava; il conducente, Giancarlo Lorenzetto, è uscito illeso dal volo. "Si sta facendo disinformazione - sostiene il titolare della ditta - In 45 anni di attività abbiamo trasportato milioni di chili di coils", le bobine di semilavorati per l'industria siderurgica, "e non abbiamo mai avuto problemi". "Tutta la documentazione sul peso caricato, 30 quintali, era in regola. Così come la velocità, 29 chilometri orari - conclude Mazzarello - Dalla polizia, cui abbiamo trasmesso tutti i dati, non abbiamo ricevuto verbali né altre notifiche, se non quella del sequestro di mezzo e carico".

La testimonianza dell'ingegnere sulla bobina - Venerdì Agostino Marioni, ingegnere ex presidente della società Alga che si occupò dei lavori di rinforzo della pila 11 nel '93, sentito come teste dal pm che indaga sul disastro di Genova, aveva detto: "Avevo pensato che la causa del crollo del ponte Morandi fosse la corrosione degli stralli. Poi vedendo alcuni video ho iniziato a ipotizzare che a far collassare il viadotto potrebbe essere stata la caduta del rotolo di acciaio trasportato dal Tir passato pochi secondi prima".

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