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A CINQUE ANNI DALL'AGGUATO

Targa per Attanasio e Iacovacci alla Farnesina | Il generale Luongo: "Simbolo del legame tra diplomazia e sicurezza"

Il comandante dell'Arma dei Carabinieri, presente alla commemorazione: "Un segno importantissimo"

24 Feb 2026 - 18:45
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"Questa celebrazione è la rappresentazione classica del legame tra chi porta l'Italia nel mondo attraverso la diplomazia e chi la protegge con il proprio servizio, un legame incarnato profondamente da Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci: un diplomatico che ha fatto della vicinanza alle persone il tratto distintivo del proprio mandato, che credeva in modo forte alla cooperazione come responsabilità concreta; un carabiniere, un servitore dello Stato che svolgeva il compito che gli era stato affidato con assoluta dedizione e con esemplare spirito di sacrificio fino a perderne la vita il 22 febbraio del 2021". Così il Generale dell'Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, intervenuto alla cerimonia di deposizione di una corona d'alloro per l'inaugurazione della Targa commemorativa per i caduti all'estero presso la Farnesina. Attanasio e Iacovacci furono uccisi in un agguato nella Repubblica Democratica del Congo.

"In questo momento - ha ricordato Luongo - mentre siamo qui riuniti, sono 631 i militari che sono impegnati a tutela delle rappresentanze diplomatiche consolari nel mondo, tra cui numerosi di essi lavorano in teatri operativi ad alto rischio. Conosciamo bene il peso di quelle missioni. Sappiamo che dietro a ogni carabiniere c'è una famiglia lontana e un progetto di vita. Ce l'aveva anche Vittorio Iacovacci, un progetto di vita, che sarebbe dovuto rientrare in Italia poche settimane dopo l'agguato e stava programmando il suo matrimonio. Ma chi indossa la nostra riforme accetta ogni giorno di mettere la propria incolumità in secondo piano rispetto al dovere, un dovere che nasce dal giuramento prestato, un giuramento che si identifica nel nostro comportamento improntato a onore e disciplina".

"Questa targa che oggi emblematicamente si definisce come l'esempio dei caduti all'estero - ha concluso Luongo - è un segno secondo me importantissimo. Ogni volta che un funzionario della Farnesina vi poserà lo sguardo riconoscerà il volto dei colleghi che hanno creduto fino in fondo nella propria missione e potrà tranne motivo di orgoglio per il lavoro che la diplomazia svolge ogni giorno, anche là dove il mondo non guarda".

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