a Bagno a Ripoli

Firenze, leccio di 600 anni bruciato: denunciati quattro minorenni | "Volevamo cuocere dei wurstel"

Identificati e convocati in caserma, i giovani hanno ammesso il fatto raccontando di essersi recati presso l'albero e di aver acceso un fuoco in prossimità del tronco, utilizzando un accendino e piccoli rami

30 Giu 2026 - 11:51
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Tra il 20 e il 21 giugno, a Bagno a Ripoli (Firenze), all'interno di una proprietà della Misericordia di Firenze, è stato incendiato il leccio di Belmonte, monumentale albero di oltre 600 anni. Per il fatto, sono stati denunciati dai carabinieri quattro minorenni. Le ipotesi di reato sono: distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici, danneggiamento seguito da incendio e violazione di domicilio. Identificati e convocati in caserma, i giovani hanno ammesso il fatto raccontando di essersi recati presso l'albero e di aver acceso un fuoco in prossimità del tronco, utilizzando un accendino e piccoli rami. Il loro intento era quello di cuocere dei wurstel acquistati poco prima. 

L'allarme era scattato nella notte tra il 20 e il 21 giugno scorsi: alcuni testimoni, notando fumo e bagliori provenire dall'area boschiva, avevano lanciato l'allarme al 112. Sul posto erano intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri del nucleo radiomobile di Firenze, accertando che l'albero monumentale presentava gravi danni da combustione, con un particolare e preoccupante interessamento della cavità interna del tronco. A seguito di un sopralluogo effettuato da consulenti agronomici, è emerso fortunatamente che il leccio ha conservato condizioni vegetative complessivamente buone. Gli esperti hanno evidenziato che, allo stato, non vi sono situazioni in grado di comprometterne la stabilità o la sopravvivenza, pur raccomandando un costante e attento monitoraggio.

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Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Grassina con il supporto dei carabinieri forestali e della sezione investigazioni scientifiche di Firenze, sono partite dall'analisi dell'area circostante la pianta. Nelle immediate vicinanze sono stati rinvenuti numerosi indizi: contenitori di bevande, confezioni alimentari, residui di cibo e un'area circolare contenente cenere. L'elemento di svolta è stato il ritrovamento di uno scontrino fiscale di un supermercato locale, i cui articoli coincidevano con i residui trovati sul posto. L'acquisizione e l'analisi dei sistemi di videosorveglianza dell'esercizio commerciale e di un'azienda situata lungo il percorso verso il bosco hanno permesso di individuare un gruppo di quattro ragazzi, tutti minorenni, diretti verso l'area del leccio con bottiglie e generi alimentari.

Accortisi dell'improvviso e pericoloso aumento delle fiamme, dopo che avrebbero acceso il fuoco, i ragazzi avrebbero cercato di estinguere il rogo utilizzando l'acqua in loro possesso e calpestando il materiale incendiato. Credendo erroneamente di aver spento del tutto il focolaio, si sarebbero poi allontanati, senza avvisare nessuno dell'accaduto. Come confermato dalle perizie agronomiche, le particolari caratteristiche del legno e della struttura interna di un esemplare così vetusto hanno fatto sì che la combustione continuasse tuttavia a covare e propagarsi lentamente all'interno della cavità, emergendo in modo visibile solo in seguito. Alla luce delle evidenze raccolte e delle ammissioni, il loro presunto comportamento è stato segnalato alla procura della repubblica presso il tribunale per i minorenni di Firenze.

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