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Eutanasia, italiana morta in Svizzera Cappato: "Vogliamo una legge italiana"

Il radicale si è autodenunciato per aver aiutato Dominique Velati, malata terminale, ad ottenere il suicidio assistito. A Tgcom24: "Andremo avanti finché non otterremo una legge anche in Italia"

Eutanasia, italiana morta in Svizzera Cappato: "Vogliamo una legge italiana"

Dominique Velati, militante radicale e malata terminale, ha ottenuto il suicidio assistito in Svizzera, a Berna, ed è deceduta il 15 dicembre. Lo ha reso noto Marco Cappato, autodenunciandosi per aver aiutato la donna e annunciando l'iniziativa dei Radicali di sostenere economicamente i malati terminali che vogliano ottenere il suicidio assistito in Svizzera. A Tgcom24 Cappato ha dichiarato: "Andremo avanti finché non otterremo una legge italiana".

Con la costituzione dell'associazione "Sos eutanasia", che ha un apposito conto presso una sede bancaria, i Radicali vogliono aiutare in maniera concreta i malati terminali che scelgono il suicidio assistito. Si tratta di un atto di disobbedienza civile. L'azione infatti contravviene agli articoli del Codice penale che prevedono la reclusione per chi agevola l'esecuzione di un suicidio in "qualsiasi modo".

L'intervista - A Tgcom24 Cappato ha spiegato che l'obiettivo dell'associazione Sos eutanasia è quello di "ottenere anche in Italia una buona legge" sull'eutanasia. "La legge italiana - ha detto - punisce l'aiuto al suicidio senza fare distinzione sull'entità della malattia, che può essere terminale o meno. Il nostro intento è proprio quello di sottolineare l'assurdità e la contraddizione della suddetta legge, che secondo noi va contro il principio costituzionale della libertà individuale".

"In caso la Procura decida di non procedere - ha proseguito il radicale - vorrà dire che nessuno dovrà interferire con la nostra attività. E questo rappresenta un risultato positivo, perché vorrà dire che anche gli altri soggetti coinvolti nell'aiuto al suicidio di malati terminali potranno farlo senza problemi". Nelle ultime settimane "sono circa 90 le richieste dirette all'associazione da parte di cittadini malati terminali che chiedono un aiuto per ottenere l'eutanasia in Svizzera".

"Non vogliamo - ha aggiunto Cappato - che la possibilità di ottenere il suicidio in Svizzera, dove può andare chi è trasportabile e possiede risorse sufficienti, diventi una questione di classe, come per l'aborto. Noi andremo avanti con la nostra attività finché non otterremo almeno una calendarizzazione in Parlamento, al momento inesistente".

La notizia della morte di Dominique Velati è stata resa nota in una conferenza stampa nella sede del Partito radicale da Marco Cappato, Mina Welby e dal segretario dell'associazione "Luca Coscioni", Filomena Gallo. Velati, ha spiegato Cappato, è stata la prima persona aiutata economicamente ed accompagnata, in territorio italiano, nell'iter per l'ottenimento dell'eutanasia in Svizzera.

"Sono circa 90 le richieste ricevute nelle ultime settimane - ha sottolineato l'esponete radicale - da parte di cittadini malati terminali che chiedono un aiuto per ottenere l'eutanasia in Svizzera". I Radicali hanno reso noto di aver già inviato comunicazione alla Questura di Roma, alla Procura generale della Repubblica ed al ministro della Giustizia dell'iniziativa illustrata, autodenunciandosi per l'aiuto fornito a Dominique Velati e per quello che si preparano ad offrire anche ad altri malati che lo richiedessero.

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