La svolta in ultimo grado

Eni-Nigeria, la Cassazione ribalta tutto: assolti il pm De Pasquale e il giudice Spadaro

Dopo due condanne in primo e secondo grado, il pm e il giudice dell'inchiesta sulla maxi tangente in Nigeria sono stati assolti con formula piena

18 Giu 2026 - 20:00
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Da video

© Da video

Assolti con formula piena il pm di Milano Fabio De Pasquale e il giudice Sergio Spadaro nell'ambito dell'inchiesta Eni-Nigeria. Lo ha deciso la Cassazione, con la formula "perché il fatto non sussiste", ribaltando le sentenze di primo e secondo grado. Il magistrato e il giudice erano accusati di rifiuto di atti d'ufficio, un reato che secondo i togati non è mai avvenuto nella realtà materiale. Secondo la tesi dell'accusa, sia De Pasquale che Spadaro erano accusati di non aver depositato nel 2021 prove ritenute favorevoli agli imputati del processo per la maxi tangente nigeriana da un miliardo di dollari, conclusasi poi con l'assoluzione di tutti i vertici Eni imputati. I due erano già stati condannati a 8 mesi dal tribunale di Brescia.

Il nodo delle "falsità Armanna"

 Alla base di tutto c'era l'assunto che i due avessero omesso di depositare agli atti prove che avrebbero potuto compromettere l’attendibilità delle dichiarazioni di un coimputato. Un'accusa che ha preso piede a partire da tre documenti di 88 pagine denominati "falsità Armanna". Un titolo che deriva dal nome dell'ex manager Eni Vincenzo Armanna, grande accusatore della società petrolifera sulla mazzetta da un miliardo per aggiudicarsi il giacimento Opl 245 e poi ritrattatore. Armanna, secondo il pm Paolo Storari, aveva contraffatto due chat del 2013 per far sembrare che in quei messaggi due imputati avessero tentato di comprarne la ritrattazione. Dagli accertamenti, però, i numeri ascritti ai due imputati risultavano inattivi. Prove che secondo il pm avrebbero dimostrato in maniera inconfutabile come Armanna fosse un calunniatore-depistatore.

Ti potrebbe interessare

videovideo