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Anziana morta in corsia, infermiera di Lugo assolta in appello

Era in carcere dal 2014. Con lʼassoluzione è stata disposta lʼimmediata liberazione di Daniela Poggiali. "Ora mi riprendo la vita", le sue prime parole

Anziana morta in corsia, infermiera di Lugo assolta in appello

La corte d'appello di Bologna ha assolto Daniela Poggiali, 45 anni, ex infermiera alla sbarra per l'omicidio di una sua paziente 78enne all'ospedale di Lugo, nel Ravennate.  Per i giudici il fatto non sussiste. L'imputata in primo grado fu condannata all'ergastolo perché riconosciuta colpevole di avere iniettato una dose letale di potassio all'anziana.

Subito dopo la lettura del verdetto, Daniela Poggiali ha esultato mentre la polizia penitenziaria ha bloccato il gruppo di giornalisti che le si stava avvicinando. Con l'assoluzione, è stata disposta l'immediata liberazione della donna, in carcere dall'ottobre del 2014. 

"Ora mi riprendo la vita" - "Mi hanno dipinto per quello che non sono, e adesso mi riprendo in mano la mia vita", ha detto la Poggiali, uscita dal carcere della Dozza di Bologna.

I due figli della vittima, Rosa Calderoni, si erano allontanati mezzora prima della lettura, per la tensione emotiva accumulata. Per ora non hanno fatto commenti, così come le sorelle di Poggiali e l'amica del cuore, anche lei presente in aula.

La perizia e il dibattito - Un acceso confronto scientifico di quasi cinque ore ha caratterizzato il processo d'appello. I giudici in primavera avevano disposto una perizia medico-legale: dalle circa settanta pagine, è emerso in buona sostanza che sulla base della valutazione delle carte, non è possibile affermare che la 78enne sia morta per "causa patologica naturale a insorgenza acuta", vedi certe malattie del cuore. Secondo i periti della Corte l'applicazione dell'innovativo metodo per il calcolo del potassio atteso al momento della morte della 78enne "non trova analoghe applicazioni in letteratura". Ed è su questo punto che i consulenti di Procura Generale e difesa - in aula tre per parte - si sono confrontati talvolta in maniera accesa, rimanendo alla fine tutti arroccati sostanzialmente nelle proprie posizioni.

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