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Coronavirus, mobilitazione mondiale per l'Italia: arrivati medici da Cuba e dalla Russia 

Proseguono gli aiuti dalla Cina: arriverà giovedì il primo carico con 3 milioni di mascherine

E' atterrata a Milano Malpensa nel pomeriggio di domenica la delegazione composta da 37 medici e 15 infermieri cubani che lavorerà presso l'ospedale da campo approntato dall'Esercito italiano a Crema. Dalla Russia è arrivato il primo aereo con a bordo militari e attrezzature destinati all'Italia per un aiuto alla lotta contro il coronavirus. Dalla Cina arriverà giovedì il primo carico con 3 milioni di mascherine. 

I medici cubani sono partiti dall'aeroporto Jose Marti dell'Havana avvolti dal calore di un lungo e caldo abbraccio. La loro preparazione è nota in tutto il mondo. Sono intervenuti ad Haiti, sconvolta dal terremoto e poi dal colera. Hanno lavorato in Sierra Leone per aiutare chi lottava contro l'ebola.  Sono pronti a rifarlo ancora una volta qui da noi, a Crema.

 

La brigata, composta da 52 medici e infermieri specializzati nel trattamento di pazienti colpiti da virus, quindi virologi e immunologi, è atterrata a Milano per poi spostarsi nell'ospedale da campo della cittadina lombarda creato dagli uomini del Terzo reparto sanità di Bellinzago Novarese in collaborazione con la Protezione civile.

 

La spedizione si muove nel segno della solidarietà e dell'aiuto tra i popoli, ma non solo.  L'alta prestazione medica della sanità cubana è nota in tutto il mondo. I suoi scienziati hanno messo punto un farmaco, un interferone Alfa 2B, introvabile negli ospedali comuni. Con il materiale che la brigata porta con sé anche delle scorte di questo medicinale che a parere di molti esperti, anche italiani, usato in combinazione con un antiretrovirale simile a quelli messi in campo per l'HIV, risulta essere finora il più efficace nel trattamento del Covid-19. È stato utilizzato con successo in questo periodo sia in Cina e in Corea del Sud.

 

Ma la solidarietà in queste ore drammatiche che marcano il record di morti in Italia per coronavirus con il sorpasso dei decessi sulla Cina, non conosce confini né geografici e nemmeno politici. Anche la Russia ha inviato il suo carico di solidarietà. 

 

Coronavirus, partito il primo carico di aiuti da Mosca

 

"Il primo aereo Il-76 delle Forze di Difesa Aerospaziale Russe è partito dall'aeroporto militare di Chkalovsky con specialisti militari e attrezzature per la Repubblica Italiana per fornire assistenza nella lotta contro il coronavirus". Aveva detto il ministero in una nota. L'aereo è atterrato all'aeroporto militare di Pratica di Mare per consegnare "una task force di medici militari, specialisti nel campo della virologia e dell'epidemiologia con moderne attrezzature per la diagnosi e la disinfezione". In tutto circa 120 specialisti fra epidemiologi e virologi, camion Kamaz per la disinfezione, ospedali da campo, 100 ventilatori polmonari e 500mila mascherine. In totale, arriveranno 9 aerei.

 

I velivoli e attrezzature sono segnati da un adesivo su cui campeggia un cuore e una scritta in tre lingue: "Dalla Russia con Amore". Ad accogliere gli aiuti russi a Pratica di Mare il ministro degli Esteri Luigi Di Maio: "L'Italia non è sola e coltivare certe amicizie sta pagando", ha detto. 

 

Il ministero della Difesa russo ha spiegato che il contingente è composto da specialisti di eccezione, famosi per "aver partecipato direttamente alla liquidazione dei focolai di peste suina africana, ulcera siberiana ed elaborato il vaccino contro la febbre Ebola".

 

Dalla Cina che per prima ha attraversato l'incubo coronavirus, gli aiuti non si fermano, anzi. Alitalia ha predisposto, in coordinamento con la Protezione Civile, il primo di una serie di voli merci con la Cina per il trasporto di materiale sanitario per la gestione dell'emergenza Covid-19.  Per questo primo volo umanitario sarà impiegato un Boeing 777-300ER, il velivolo con maggiore capacità di carico della compagnia. Decollo per Shangai previsto per mercoledì' con rientro a Roma giovedì 26 marzo con stivati 160 metri cubi di forniture, tra cui circa 3 milioni di mascherine protettive.

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