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Coronavirus, da lunedì arriva sui cellulari la app Immuni: sarà scaricabile da tutti

Lʼapplicazione che funge da tracciamento anti-contagio sarà però operativa in alcune Regioni. Intanto i dati della pandemia tornano a migliorare nelle ultime 24 ore

 app immuni

L'app Immuni per il tracciamento anti-contagio da lunedì dovrebbe poter essere scaricabile dagli store di Apple e Google. Il download dell'applicazione potrà essere effettuato da tutt'Italia, probabilmente dal pomeriggio. Ma il sistema - che allerta chi è stato a contatto con un positivo al Coronavirus - sarà attivo solo nelle Regioni che aderiranno alla sperimentazione. C'è, infatti, una fase di test che precede il rilascio a livello nazionale.

Intanto i dati della pandemia tornano a migliorare nelle ultime 24 ore, in parte anche in Lombardia, ma la riapertura totale della mobilità in Italia dal 3 giugno continua a far paura e le Regioni meno colpite si attrezzano come possono. Le nuove vittime e i contagiati scendono, però la percentuale di positivi trovati in Lombardia resta quasi il 60% del totale, mentre i morti odierni risultano in doppia cifra (e ampiamente) solo nella regione epicentro del dramma. Il presidente della Toscana Enrico Rossi invoca un rinvio di una settimana degli spostamenti liberi, "per arrivare anche in Lombardia - dice - a un numero di contagi molto ridotto".

 

Fase 2, a Milano palestre e piscine si preparano alla riapertura

Le palestre e le piscine di Milano si preparano alla riapertura dopo quasi tre mesi di chiusura a causa dell'emergenza coronavirus. Negli impianti sportivi dovranno essere rispettate le norme di distanziamento e di igiene per evitare il contagio come ad esempio gel igienizzante, misuratore delle febbre e pannelli tra gli attrezzi. Anche le entrate degli abbonati saranno ridotte e sarà necessaria la prenotazione. 

 

Il dialogo tra il governo, attraverso il ministro delle Autonomie Francesco Boccia, e le Regioni prosegue sottotraccia, ma appare difficile che da qui a mercoledì l'esecutivo defletta dalla decisione di riaprire alla mobilita' in tutta Italia. Il ministro Roberto Speranza riconosce che "un rischio c'è e sarebbe sbagliato non riconoscerlo" ma del resto riflette "il rischio zero ora non esiste ma ci arriveremo solo quando ci sarà il vaccino e fino ad allora si tratta di assumersi dei rischi ponderati e di provare a gestire una fase diversa".

 

Insomma, se non è possibile alle Regioni più preoccupate ottenere un rinvio o una riapertura differenziata, né la libertà di imporre la quarantena - a fronte di turisti europei dell'area Schengen che non dovranno farla -, si punta sui controlli. Sull'isolamento domiciliare non è escluso che possano arrivare delle ordinanze regionali, ragionano fonti vicine al ministro Boccia, aggiungendo però che finora nessuno ne ha parlato esplicitamente. Del resto se si vogliono attrarre turisti non è pensabile di metterli in quarantena a prescindere. La dicotomia resta sempre quella tra tutela della salute e dell'economia.

 

I numeri della pandemia di oggi - La pandemia è gia' costata all'Italia la cifra spaventosa - e probabilmente sottostimata - di 33.415 vittime. La tendenza della curva è in discesa, le terapie intensive occupate sono 435, circa un decimo di quelle del picco a inizio aprile. I malati sono ancora 42mila, ma i guariti quasi quattro volte tanto. Nelle ultime 24 ore si registra un calo degli attualmente positivi in tutte le regioni (tranne in Umbria, invariati) e in nove regioni non ci sono stati altri decessi. In Lombardia il
calo è più lento, anche per i numeri molto grandi di partenza e 10 milioni di abitanti: i nuovi contagiati sono 210 su 355 in tutta Italia, i morti 33 su 75 (44%), comunque in flessione.

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