SENTENZA A GIUGNO

Como, ex Br a processo per aver danneggiato la teca con la foto di Mussolini

Prima udienza per Cecco Bellosi che ha sempre negato il danneggiamento, ma non di aver tolto "i fiori che mani fasciste avevano collocato sopra la teca".

27 Feb 2026 - 13:17
 © Ansa

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Iniziato a Como il processo a carico di Cecco Bellosi, il 77enne accusato di aver danneggiato, nella notte del 28 aprile del 2023, la teca presente davanti a Villa Belmonte, a Giulino di Mezzegra, nel Comasco, che conteneva le foto di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, che proprio lì furono fucilati il 28 aprile del 1945.

"Ha tolto i fiori in omaggio a Benito Mussolini il giorno del 28, pensate un po' - ha detto l'avvocato di Bellosi, Davide Steccanella nel primo giorno di udienza in Tribunale. Il vero scempio è che ci sia ancora quella struttura che inneggia a un dittatore ed è ancora più uno scempio che vengano messi dei fiori. Quindi, un grande gesto di antifascismo, questo ha fatto Bellosi e credo dovremmo farlo tutti" - ha aggiunto il legale.

Nel corso della prima udienza sono stati ascoltati tutti i testimoni e lo stesso imputato Bellosi, in passato militante di Potere operaio e delle Brigate Rosse e oggi coordinatore della comunità Il Gabbiano, che si occupa di tossicodipendenti e reinserimento lavorativo. Per il 19 giugno sono fissate la discussione delle parti e la sentenza

Il processo ha suscitato parecchie polemiche e proteste: esemplare il presidio organizzato nelle ultime ore fuori dal Tribunale dalle sezioni locali di Anpi e Arci.  Bellosi dal canto suo ha sempre negato di avere danneggiato la lapide, ammettendo però di avere tolto "i fiori che mani fasciste avevano collocato sopra la teca". 

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