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Clinica degli orrori, confermato lʼergastolo per Brega Massone

Al processo dʼappello ribadita la pena decisa in primo grado per lʼex primario della clinica Santa Rita di Milano condannato per lʼomicidio volontario di quattro pazienti

Clinica degli orrori, confermato l'ergastolo per Brega Massone

Al processo d'appello è stata confermata la condanna all'ergastolo all'ex primario della clinica Santa Rita di Milano Pier Paolo Brega Massone. Confermata quindi la pena in primo grado per l'omicidio volontario di quattro pazienti e per 45 casi di lesione in quella che è stata ribattezzata la "clinica degli orrori". Per Brega Massone c'è anche una condanna in via definitiva a 15 anni per truffa e altri casi di lesione.

Brega Massone ha assistito impassibile alla lettura della sentenza e, prima di uscire dall'aula per essere portato nel carcere di Opera, dove è detenuto, ha abbracciato la moglie. La Corte d'assise d'appello ha assolto un altro medico, Marco Pansera, "perché il fatto non sussiste", mentre è stata ridotta da 30 a 25 anni di carcere la pena per Fabio Presicci.

I giudici hanno emesso infine una sentenza di non doversi procedere per "prescrizione dei reati" nei confronti di altri cinque imputati, posizioni minori nel procedimento, che in primo grado erano stati condannati a pene da un anno e due mesi fino a due anni e tre mesi.

Condannato per la morte di quattro anziani
- Il 9 aprile 2014 Brega Massone era stato condannato al carcere a vita con isolamento diurno per 3 anni con l'accusa di aver ucciso Giuseppina Vailati, 82 anni, Maria Luisa Scocchetti, 65 anni, Gustavo Dalto, 89 anni, e Antonio Schiavo, 85 anni. Tutti anziani portati, secondo l'accusa, "sul tavolo operatorio" senza alcuna giustificazione clinica per interventi "inutili" effettuati al solo fine di "monetizzare" i rimborsi del sistema sanitario nazionale per la clinica convenzionata.

Brega Massone: "Non ero un serial killer"
- Durante il processo l'ex primario di chirurgia toracica alla clinica Santa Rita ha rilasciato dichiarazioni spontanee affermando: "Non ero un serial killer la mia priorità è sempre stata quella di dare ai pazienti la sicurezza". Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, l'ex primario ha rivolto loro un appello ribadendo la sua innocenza: "Vi chiedo accoratamente di valutare la mia persona per quello che è sulla base degli atti del processo, non per come è stata descritta. Da quando sono in carcere ho avuto come unica preoccupazione la mia famiglia".

"In carcere ho perso 16 chili" - Brega Massone ha raccontato di aver perso 16 chili da quando è in cella "a causa anche della situazione carceraria che mi ha minato". E ha affermato di aver "sempre agito in scienza e coscienza".

Presicci: "Descritto come macellaio, ma sempre informato pazienti dei rischi" - In aula anche Fabio Presicci, condannato per due dei quattro episodi ascritti a Brega Massone, che prima della lettura della sentenza aveva respinto le accuse: "Mi hanno descritto come un killer e un macellaio ma io ho sempre messo al corrente i pazienti della nostra strategia perché, quando si presentava un caso delicato, il nostro obbligo era quello di impostare una terapia".

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