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Il questore di Roma Roberto Massucci: "Le forze dell'ordine hanno lavorato tutti insieme per garantire la sicurezza di milioni di pellegrini"
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Papa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa della basilica di San Pietro. Termina così il Giubileo 2025 dedicato alla speranza. La porta della basilica era stata aperta da Papa Francesco la sera del 24 dicembre 2024. Sono oltre 70mila gli agenti delle forze dell'ordine impiegati negli eventi giubilari. Lo ha reso noto il questore di Roma Roberto Massucci. "L'impegno sul fronte della sicurezza va considerato il risultato di un insieme istituzionale e non solo - aggiunge -. Direi del sistema Paese in cui oltre 70.000 operatori di polizia, carabinieri, guardia di finanza, a cui ci si è aggiunto l'impegno della polizia locale, della protezione civile, Atac, Ama, Ares 118 hanno lavorato tutti insieme per garantire la sicurezza di milioni di pellegrini, oltre 33 milioni che si sono recati a Roma".
Si avvia verso la conclusione questa giornata storica in cui è stata chiusa la Porta Santa, aperta da Papa Francesco la sera del 24 dicembre 2024. La muratura vera e propria della Porta avverrà nei prossimi giorni, in forma privata, con un rito diretto dall'Ufficio delle Celebrazioni liturgiche. All'interno del muro verrà inserita la tradizionale capsula metallica (capsis), contenente il verbale di chiusura, le monete coniate durante l'anno giubilare e le chiavi della porta. La chiusura del Giubileo, come ha ricordato il Pontefice, non rappresenta una conclusione definitiva, ma piuttosto un nuovo inizio per la Chiesa e per i fedeli. Dal 7 gennaio inizia una nuova fase per la vita della Chiesa, con il primo Concistoro straordinario del pontificato di Leone XIV.
Il Papa nel corso dell'Angelus invita tutti a diventare "artigiani della pace". "La speranza che annunciamo dev'essere coi piedi per terra: viene dal cielo, ma per generare, quaggiù, una storia nuova". Quindi ha rinnovato il suo appello per la pace: "Gli estranei e gli avversari diventino fratelli e sorelle, al posto delle diseguaglianze ci sia equità, invece dell'industria della guerra si affermi l'artigianato della pace. Tessitori di speranza, incamminiamoci verso il futuro per un'altra strada".
Sono circa 33 milioni i pellegrini che nel corso del 2025 sono arrivati a Roma per il Giubileo. Lo riferisce il Questore della capitale Roberto Massucci che si è rivolto dalla Sala operativa per la gestione della sicurezza dei grandi eventi in occasione della conclusione del Giubileo della Speranza, con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro.
"Per noi è stato un anno di grandi impegni, per rendere sicura la partecipazione dei 33 milioni di pellegrini che sono venuti a Roma per il giubileo. Lo abbiamo fatto con spirito di squadra. Non voglio dire solo grazie, ma condividere l'orgoglio di aver fatto parte di questa gestione con la consapevolezza di essere parte di un grande disegno che è il sistema della sicurezza italiana. Ringrazio anche il capo della polizia Pisani per la sua vicinanza e gli organi di stampa".
Il capo di Gabinetto della Questura di Roma, ha inviato un messaggio rivolto agli operatori delle forze di polizia in campo per la conclusione del Giubileo della Speranza con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro. "Rivolgo una testimonianza di gratitudine a tutti i colleghi che in questi 12 mesi hanno seguito tutto il percorso e a chi ha seguito solo una parte di questo viaggio giubilare. Il mio ringraziamento va a tutti gli attori che hanno interpretato il copione della sicurezza che pagina dopo pagina abbiamo scritto dal 24 dicembre del 2024, sino ad arrivare alla giornata odierna. Tutti abbiamo dato prova di professionalità".
Papa Leone nel corso dell'omelia per la messa dell'Epifania ha chiesto "i pellegrini che cosa hanno trovato nella Chiesa? Sono uomini alla ricerca in un "mondo travagliato", quelli che si sono messi in cammino nel corso del Giubileo. "La Porta Santa di questa basilica, che, ultima, oggi è stata chiusa, ha conosciuto il flusso di innumerevoli uomini e donne, pellegrini di speranza, in cammino verso la Città dalle porte sempre aperte, la Gerusalemme nuova - ha proseguito Papa Leone. "Sono persone che accettano la sfida di rischiare ciascuno il proprio viaggio, che in un mondo travagliato come il nostro, per molti aspetti respingente e pericoloso, sentono l'esigenza di andare, di cercare", ha concluso Papa Leone.
"Il Giubileo è venuto a ricordarci che si può ricominciare, anzi che siamo ancora agli inizi, che il Signore vuole crescere fra di noi, vuol'essere il Dio-con-noi". Lo ha detto il Papa nell'omelia della messa dell'Epifania a conclusione del Giubileo. "Sì, Dio mette in questione l'ordine esistente: ha sogni che ispira anche oggi ai suoi profeti; è determinato a riscattarci da antiche e nuove schiavitù; coinvolge giovani e anziani, poveri e ricchi, uomini e donne, santi e peccatori nelle sue opere di misericordia, nelle meraviglie della sua giustizia. Non fa rumore, ma il suo Regno germoglia già ovunque nel mondo", ha concluso il pontefice.
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato in Vaticano dove a breve Papa Leone chiuderà la Porta Santa della Basilica di San Pietro, a conclusione del Giubileo. Mattarella è accompagnato dalla figlia Laura. Diverse le autorità presenti alla cerimonia, tra cui il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso.
Papa Leone XIV ha chiuso la porta santa della basilica di San Pietro. Termina così il Giubileo 2025 dedicato alla speranza. La porta della basilica era stata aperta da Papa Francesco la sera del 24 dicembre 2024.
"Il Giubileo della Speranza si chiude, ma l'eredità che lascia è un'eredità importante". A dirlo il questore di Roma, Roberto Massucci, nel giorno della chiusura del Giubileo. "E' la dimostrazione che il sistema della capitale sa gestire grandi eventi con equilibrio, con competenza, con senso di responsabilità, consegnando al futuro prossimo un patrimonio che va custodito e rafforzato - aggiunge Massucci - perché le sfide che anche per il 2026 si annunciano sono importanti, sono impegnative e richiedono che questo patrimonio di insieme istituzionale, questa capacità di sapersi mettere tutti insieme al servizio dei cittadini, possa diventare la caratteristica dell'impegno che verrà".