Alessandria, prof e neomamma chiede di rinviare il corso di abilitazione: il caso lo risolve il ministero
Dopo la nascita del figlio Caterina Giacalone ha chiesto di rimandare il percorso abilitante. L'intervento del ministro Valditara ha sbloccato la situazione
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Ha vinto il concorso per insegnare ma, in quanto priva dell'abilitazione, rischiava di dover seguire le lezioni del corso abilitante con il figlio neonato in braccio visto che le era stata negata la richiesta di rinvio. Il caso della professoressa alessandrina Caterina Giacalone, sollevato dal quotidiano La Stampa, ha riacceso nelle ultime ore il tema della conciliazione tra maternità e lavoro. Decisivo l'intervento del ministero che ha sbloccato la situazione, riconoscendole il rinvio.
Vince il concorso ma chiede il rinvio perché ha un figlio di pochi mesi
La docente, poco più che trentenne, incinta e con una gravidanza a rischio aveva partecipato e vinto il concorso Pnrr2 per l'insegnamento. Dopo la nascita del suo bambino, a settembre, ha chiesto di poter posticipare il percorso abilitante - fatto di lezioni, laboratori e tirocinio - per poter restare accanto al suo bambino nei primi mesi di vita.
In un primo momento però sia l'Ufficio Scolastico regionale del Piemonte sia l'università telematica presso cui è iscritta per il percorso, le avevano risposto che la normativa non prevede il congedo facoltativo come motivazione per rimandare il percorso formativo abilitante. La docente non si è però data per vinta e ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a due ministri, quello dell'’Istruzione Giuseppe Valditara e al collega dell’Università, Anna Maria Bernini.
La lettera aperta
"Non chiedo privilegi - si legge nella lettera di Caterina Giacalone -. Chiedo soltanto che vengano riconosciuti i miei diritti di madre e quelli di mio figlio, in quanto tale. Se non mi abilito, non potrò ottenere il ruolo a tempo indeterminato. Ma se non mi prendo cura di mio figlio, chi lo farà al mio posto? In Italia, uno dei Paesi con il tasso più basso di natalità in Europa, questa è la mia storia. Che è quella di altre. Spero che lei e i suoi ministri vogliate ascoltare e accogliere la mia voce: non si possono pretendere insegnanti eccellenti se prima non si sostengono adeguatamente i genitori, che sono i primi educatori e il pilastro fondamentale della crescita dei bambini, che rappresentano il futuro di questo Paese".
L'intervento del ministro Valditara
Sul caso è intervenuto il ministro Giuseppe Valditara, spiegando a La Stampa che nei precedenti concorsi Pnrr, tra il 2023 e il 2024, erano state date indicazioni per consentire l'iscrizione al percorso di abilitazione con la possibilità di rinviare la frequenza all'anno successivo in caso di maternità o di impossibilità a partecipare ai corsi, ad esempio per la presenza di un figlio di pochi mesi.
La vicenda ha generato un cortocircuito istituzionale: inizialmente l'ufficio scolastico regionale piemontese ha continuato a sostenere che la normativa non prevedesse questa possibilità. Solo nelle ultime ore la situazione si è sbloccata con lo stesso ente che ha invitato la docente a presentare all’università una istanza completa e motivata per chiedere il rinvio. Così sono stati avviati contatti con l'ateneo per facilitare l'accoglimento della domanda.
In attesa di sapere se otterrà la proroga la giovane docente ha deciso comunque di tutelarsi iniziando il percorso abilitante a Torino. Porterà con se il figlio neonato per poter garantire assistenza a lui e allo stesso tempo la presenza al corso.
Il percorso abilitante
Il percorso abilitante è un corso universitario necessario per ottenere l'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria. Introdotto con la riforma del reclutamento legata al Pnrr, prevede lezioni teoriche, laboratori e tirocinio nelle scuole per un totale di oltre 200 ore di formazione. La frequenza è obbligatoria e una volta superata la prova finale i docenti possono ottenere l'abilitazione che consente loro l'immissione in ruolo.
