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Napoli, il rider aggredito: "Sono arrabbiato, ho difeso qualcosa utile alla mia famiglia"

Gianni Lanciano: "Mi dispiace, sono dei ragazzini". De Magistris: "Pagina indegna". Raccolta fondi per aiutare la vittima

"Sono arrabbiato, ma mi dispiace. Sono dei ragazzini, io ho difeso qualcosa di utile alla mia famiglia". Queste le prime parole di Gianni Lanciano, il rider napoletano aggredito e derubato dello scooter da 6 giovanissimi (poi fermati). Il sindaco de Magistris: "Una pagina indegna e criminale in un momento così terribile". Diversi cittadini, intanto, hanno contribuito a una raccolta fondi online per il fattorino.

Le parole del rider aggredito - Gianni Lanciano, il rider di 50 anni aggredito e rapinato a Napoli del suo scooter con il quale provvedeva a fare delle consegne ripercorre l'accaduto.

 

"Quando mi hanno intimato di consegnare il motorino, ho provato a resistere urlando - ha aggiunto, - ma non ho avuto paura perché ho solo provato a difendere qualcosa di mio, utile alla mia famiglia". Dopo aver aver visto il video della rapina, Lanciano ha riflettuto a lungo: "Quanta crudeltà Sono ragazzini ma non dovrebbero agire così", ha aggiunto.

 

 

Gara di solidarietà in corso - Per Gianni Lanciano, disoccupato dopo 15 anni di lavoro nella grande distribuzione ("Fino al 2015 ho fatto il macellaio in un grande supermercato - ha raccontato - poi ci sono stati degli esuberi e da allora faccio qualcosa per portare avanti la famiglia"), sposato e con due figli, è scattata una gara di solidarietà sia per una raccolta di fondi per consentirgli di comprare un nuovo scooter sia per offrirgli un posto di lavoro più adatto a un cinquantenne.

 

"Sulla mia pagina Facebook - spiega il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, che per primo ha pubblicato il video dell'aggressione - ci sono già tante dimostrazioni di solidarietà concreta tra cui quella di un calciatore che ha offerto 2.500 euro". Secondo indiscrezioni, spunta il nome del difensore della Lazio Mohamed Fares, come autore della donazione.

 

 

 

"Ci sono diversi imprenditori napoletani - ha aggiunto Borrelli - che, malgrado il periodo di crisi, hanno offerto posti di lavoro".

 

Nonostante la brutale aggressione, Gianni, sottolinea Borrelli, pur di non perdere il posto di lavoro, ha continuato anche nella giornata del 2 gennaio a fare le consegne utilizzando l'auto dopo la perdita dello scooter, che era della figlia.

 

"Diversi rider mi hanno fatto sapere che spesso vengono aggrediti al fine di sottrarre loro gli incassi. In ogni caso i protagonisti dell'aggressione a Calata Capodichino sono dei vigliacchi - conclude Borrelli - si sono accaniti in 6 contro un 50enne".

 

"Ringrazio tutti per la solidarietà: c'è tanta gente di buon cuore. Ma io vorrei solo un lavoro stabile, pagare le tasse come ho sempre fatto e vivere tranquillamente". Così Gianni Lanciano ha risposto a quanti gli hanno teso una mano nelle ultime ore. "Mi sono commosso, io ringrazio tutti coloro che mi sono vicini. Io non vorrei approfittare della bontà dei napoletani", conclude.

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