FOTO24VIDEO24Logo MediasetComingSoon.itDonnelogo mastergameCreated using FigmaGraziaMeteo.itPeoplesportmediaset_negativesportmediaset_positiveTGCOM24meteo.it
Podcast DirettaCanale 51

Napoli, mamma gli taglia le treccine blu: studente 13enne tornerà in classe | Ma la preside non si ferma: negato lʼingresso ad altri due alunni

Lieto fine della vicenda allʼlstituto comprensivo Ilaria Alpi-Carlo Levi di Scampia, la cui dirigente scolastica torna però protagonista con altri look sonoramente bocciati

treccine blu

Le ormai famose treccine blu sono state tagliate. E' stata la mamma, a toglierle dalla testa del figlio 13enne. Finisce così la vicenda del ragazzino, che potrà tornare tra i banchi dell'Istituto comprensivo Ilaria Alpi-Carlo Levi di Scampia, alla periferia nord di Napoli. La preside Rosalba Rotondo però non si ferma e continua a bocciare i look degli studenti: ad altri due alunni è stato negato l'ingresso a scuola per i loro jeans.

Napoli, le treccine blu immolate sullʼaltare della cultura: studente torna scuola


"Gliele ho tagliate io quelle treccine, l'ho fatto per senso di responsabilità, rispettando quello che ha deciso mio figlio che domani entra in classe" ha dichiarato Carla, la madre del 13enne tenuto fuori da scuola per la sua capigliatura. "E' una decisione di mio figlio che dimostra di essere una persona matura". "Dopo le lezioni ha chiesto di incontrarmi, la mia porta e' sempre aperta e mi ha detto di avere intenzione di tagliare le treccine, mi ha chiesto scusa per tutto quello che e' successo", ha raccontato la preside Rotondo.

Archiviata la vicenda delle treccine, la dirigente scolastica si è subito resa protagonista di un altro episodio. Ad altri due alunni è stato negato l'accesso in classe, questa volta per i jeans che indossavano. La madre dei due ragazzini, 11 e 12 anni, si è lamentata su Facebook, per quanto accaduto. "Questa volta non sono treccine blu, ma semplici jeans a far sì che la preside Rotondo si arroghi il diritto di lasciare in sala professori i miei figli per l'intera durata delle attività didattiche, precludendogli il diritto allo studio", si legge nel post. "Mio figlio è riuscito a ottenere di poter andare in bagno verso le 11, mi ha tempestivamente telefonato per dirmi che la preside, ritenendo non consono il loro abbigliamento, li aveva costretti a non entrare in classe per svolgere le lezioni. Ora è sotto shock e non vuole tornare a scuola. E' un comportamento normale da parte di una dirigente? I pantaloni dei miei figli sono così oltraggiosi? Bisogna che chi di dovere riveda il ruolo assegnato alla dirigente, perché stiamo vivendo nel terrore di mandare i nostri figli a scuola".

I fatti avvenuti all'Istituto comprensivo Ilaria Alpi-Carlo Levi di Scampia hanno attirato l'attenzione del neosottosegretario all'Istruzione Giuseppe De Cristofaro, che ha richiesto l'intervento dell'Ufficio scolastico regionale: "L'esclusione dalle lezioni dello studente per la sola questione del taglio di capelli a me pare ingiustificata e discriminatoria. Pur nel rispetto dell'autonomia scolastica e dei regolamenti occorre ripristinare un principio di libertà personale".