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Coronavirus, la Capitaneria di porto mette a disposizione le bombole dei subacquei

Continua l'emergenza per la carenza di bombole di ossigeno, spesso non riportate in farmacia una volta esaurite. Per far fronte al problema è scesa in campo la Capitaneria di porto che a Napoli ha messo a disposizione quelle dei propri subacquei.   "La Capitaneria di porto ci ha contattati offrendoci un aiuto sostanzioso", ha detto Paolo Monorchio, responsabile della Croce rossa di Napoli, spiegando che l'organizzazione riceve "quotidianamente numerose richieste di aiuto perché ci sono persone che hanno bisogno di ossigeno e non sanno come fare. Soprattutto nelle fasce orarie serali che sono quelle in cui peggiorano le condizioni". Da giorni si ripetono gli appelli a restituire le bombole vuote, se non se ne ha bisogno, così da poter garantire aiuti. "Le farmacie, in genere, ne hanno una quantità limitata, allo stesso tempo è aumentata la richiesta con l'aumento delle persone che si curano a casa - ha spiegato Monorchio - ed ora in molti non le restituiscono per paura di averne bisogno e rimanere senza". 

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Continua l'emergenza per la carenza di bombole di ossigeno, spesso non riportate in farmacia una volta esaurite. Per far fronte al problema è scesa in campo la Capitaneria di porto che a Napoli ha messo a disposizione quelle dei propri subacquei.

 

"La Capitaneria di porto ci ha contattati offrendoci un aiuto sostanzioso", ha detto Paolo Monorchio, responsabile della Croce rossa di Napoli, spiegando che l'organizzazione riceve "quotidianamente numerose richieste di aiuto perché ci sono persone che hanno bisogno di ossigeno e non sanno come fare. Soprattutto nelle fasce orarie serali che sono quelle in cui peggiorano le condizioni". Da giorni si ripetono gli appelli a restituire le bombole vuote, se non se ne ha bisogno, così da poter garantire aiuti. "Le farmacie, in genere, ne hanno una quantità limitata, allo stesso tempo è aumentata la richiesta con l'aumento delle persone che si curano a casa - ha spiegato Monorchio - ed ora in molti non le restituiscono per paura di averne bisogno e rimanere senza". 

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