il caso che fa discutere

Cambiamento climatico, il libro distribuito nelle scuole di Belluno: "Non è colpa dell'uomo" | Scoppia la polemica

La comunità scientifica si oppone ad alcune affermazioni contenute nel volume: "L'incremento di temperatura cui stiamo assistendo rientra nei naturali cicli climatici e non dalle emissioni antropiche", si legge

24 Set 2026 - 09:49
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Sui banchi delle scuole superiori di Belluno è arrivato un libro scolastico che ribalta le appurate tesi scientifiche degli ultimi anni sul cambiamento climatico. Il manuale intitolato "Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni", dà un'interpretazione netta del tema: "L'incremento di temperatura cui stiamo assistendo rientra nei naturali cicli climatici e non dalle emissioni antropiche". Tradotto: non è colpa dell'uomo se si sciolgono i ghiacciai o se il termometro registra temperature stagionali anomale, ma la motivazione è di "origine astronomica", da ricercare quindi nelle variazioni dei cicli orbitali della Terra attorno al Sole.

La tesi

  "L'incremento di temperatura cui stiamo assistendo rientra nei naturali cicli climatici e non dalle emissioni antropiche". A dare questa lettura non è un negazionista o complottista dei cambiamenti climatici, ma un professionista. Si tratta di Giorgio Giacchetti, presidente dell'Ordine dei Geologi del Veneto, che ha dato un suo contributo alla scrittura del testo. Giachetti sostiene che le carote di ghiaccio dimostrerebbero che "la CO2 non sia la causa bensì l'effetto dei cambiamenti climatici". Una tesi che però contrasta con gli studi dell'Ipcc (International Panel of Climate Change). La comunità scientifica internazionale, infatti, non ha dubbi: la causa del cambiamento climatico è inequivocabilmente da imputare alle attività umane, principalmente le emissioni di gas serra. Il piccolo volume, edito dal Comune di Belluno, è in distribuzione in questi giorni nelle scuole superiori del Comune e negli ordini professionali.

La richiesta: "Ritirate quel volume"

  Ora la comunità scientifica ne richiede il ritiro. A manifestare subito perplessità in merito è stato Carlo Barbante, docente a Ca' Foscari di Venezia e membro dell'Istituto di Scienze Polari del Cnr, che ha sottolineato come queste affermazioni siano in totale contrasto con le evidenze scientifiche. Anche il Dipartimento di Geoscienze dell'Università degli Studi di Padova lancia un analogo allarme. Il direttore del dipartimento padovano, Nicola Surian, ha commentato: "Nella relazione del Presidente dell'Ordine, alle pagine 42-44, si sostiene che l'effetto serra diventi trascurabile oltre 260 ppm e si attribuisce l'attuale aumento delle temperature a cicli naturali, probabilmente di origine astronomica, escludendo la responsabilità delle emissioni antropiche. Queste affermazioni contrastano con le conoscenze scientifiche sul sistema climatico. Il testo riporta inoltre una concentrazione atmosferica di CO₂ di circa 460 ppm, un valore non coerente con le misurazioni disponibili: il Laboratorio di Monitoraggio Globale Noaa indica una media globale mensile di 427,62 ppm per giugno 2026". Il docente ha sottolineato come in un momento storico in cui è fondamentale comunicare in modo rigoroso ed efficace il cambiamento climatico e le sue cause, sia "particolarmente grave che contenuti di questo tipo siano proposti agli studenti come
materiale di approfondimento scientifico".

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