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Piena torrente nel Parco del Pollino: 10 i morti, trovati vivi 3 dispersi

Altre 11 persone ferite restano in ospedale: sei sono gravi. Tra i ricoverati anche 4 bambini: una piccola è in sedazione profonda

E' di 10 morti il bilancio della tragedia delle Gole del Raganello in Calabria, dove diversi escursionisti sono stati travolti dalla piena di un torrente. Dopo una notte di ricerche i soccorritori hanno rintracciato tre dispersi: stanno tutti bene. Una delle persone recuperate è deceduta all'ospedale di Cosenza a causa di un trauma toracico. Altri 11 i feriti ricoverati, sei dei quali in gravi condizioni.

Quattro i bambini coinvolti, tutti ricoverati. Una bimba di 9 anni è stata trasferita dall'ospedale di Cosenza al Policlinico Gemelli di Roma dove è stata posta in sedazione profonda, con prognosi riservata. La piccola, che viene ventilata artificialmente, presenta insufficienza respiratoria acuta dovuta a inalazione di acqua fangosa.

I dispersi ritrovati dai soccorsi sono tre pugliesi di 21, 22 e 23 anni. Si erano accampati in località Valle d'Impisa, a monte della zona del disastro, dove i cellulari non hanno campo. A dare notizia del loro ritrovamento è stata un'amica che ha informato via Twitter le forze dell'ordine scrivendo "sono vivi". In tutto, ha fatto sapere il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, "sono 44 le persone coinvolte, 23 delle quali sono state salvate dai vigili del fuoco senza riportare ferite significative".

Nel parco almeno due gruppi organizzati - Ad essere colpiti dalla piena sono stati due gruppi di escursionisti. Alcune delle persone stavano effettuando una discesa a piedi del torrente, altri stavano percorrendo le gole e le grotte. Gli escursionisti provenivano in particolare da Brescia, Bergamo, Milano, ed erano suddivisi in due gruppi. 

La Procura apre un'inchiesta per omicidio colposo - La Procura della Repubblica di Castrovillari ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando i reati di omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d'atti d'ufficio. Lo ha riferito il procuratore Eugenio Facciolla. Al momento non è stata disposta l'autopsia sui corpi delle vittime. "Il primo pensiero - ha detto Facciolla - è salvare più gente possibile e poi identificare le vittime. Nel pomeriggio valuteremo".

Protezione civile: "C'era allerta gialla, evento in qualche modo prevedibile" - "C'era l'allerta gialla. E ricordo a tutti che con l'allerta gialla ci possono anche essere morti". Lo ha detto il capo Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, sottolineando come si sia trattato di un evento che "era in qualche modo prevedibile".

Una guida: "Gli escursionisti travolti si trovavano nel punto più pericoloso" - "I due gruppi investiti dalla piena del Raganello si sono trovati purtroppo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Lì ci sono corte, e cioè vie attrezzate, e marmitte, vasche di accumulo dell'acqua, e questo ha creato i maggiori problemi". Lo ha detto Emanuele Pisarra, guida ufficiale del Parco nazionale del Pollino, tra i primi soccorritori giunti sul luogo del disastro.

"Quella - ha aggiunto - è la parte più difficile e impegnativa del percorso, ma anche la più bella. C'è da dire però che con la pioggia e con l'ingrossamento improvviso del torrente, tutto questo rischia di trasformarsi in qualcosa di letale. Non voglio nemmeno pensare se una situazione del genere si fosse verificata a Ferragosto, quando sul Raganello c'erano circa 650 persone o un sabato. Temo che, in quel caso, ci sarebbe stata un'ecatombe. Adesso qualcuno dovrà pure rispondere di quanto è accaduto".

Soccorso alpino: "Piena è stata come uno tsunami" - "La piena nelle gole del Raganello è stata un vero e proprio tsunami", ha spiegato Giacomo Zanfei, vicepresidente del Soccorso alpino Calabria. "Fare attività di soccorso nel Raganello - spiega Zanfei - è molto difficile. È un'attività complessa. Le guide del Raganello sono persone bravissime, specializzate, di alto livello, non sono improvvisate, pertanto nessuno va criminalizzato. Sono eventi che capitano una volta nella vita. Le operazioni continueranno per la bonifica. Fino a quando non avremo la certezza che nelle gole non ci sarà più nessuno, continueremo a cercare".

Il ministro Costa: "Vicini alle vittime, evitare situazioni di rischio" - Dopo aver raggiunto l'area del disastro e fatto visita ai feriti all'ospedale di Castrovillari, il ministro Costa ha dichiarato: "Noi dobbiamo evitare di sentirci poco tranquilli. Basta piangere morti e feriti. Se quanto accaduto è figlio di negligenza, sciatteria e inconsapevolezza del rischio, siamo dinanzi a un fatto grave che da parte nostra necessita di essere chiarito fino in fondo. Sono venuto qui apposta per assicurare il massimo di trasparenza nell'azione di governo e per stare vicino ai familiari delle vittime. Non si intende criminalizzare nessuno, ma la chiarezza su quanto accaduto è dovuta a tutti i cittadini".

Cosenza, chi sono le vittime della piena del torrente

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