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Caporalato: eseguite 60 misure cautelari tra Cosenza e Matera | I braccianti venivano chiamati "scimmie"

Sequestrate 14 aziende agricole, le persone coinvolte sono accusate di associazione per delinquere


Oltre 300 finanzieri del comando provinciale di Cosenza, hanno eseguito 60 misure cautelari tra le province di Cosenza e Matera. Le persone coinvolte sono indagate per associazione per delinquere finalizzata all'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Sono state sequestrate anche 14 aziende agricole. Dalle intercettazioni è inoltre emerso che i braccianti venivano chiamati "scimmie".  

"Domani mattina le scimmie le mandiamo lì. Restiamo 40 persone". Sono alcune delle frasi intercettate dai finanzieri di Cosenza nell'ambito dell'inchiesta denominata "Demetra", che ha individuato due gruppi dediti allo sfruttamento illecito della manodopera e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina nella piana di Sibari.

 

Braccianti pagati 80 centesimi a cassette di agrumi I "caporali", appartenenti al primo sodalizio criminale, composto da 47 persone, gestivano i rapporti con le aziende. I braccianti percepivano 80 centesimi a cassette di agrumi raccolte e tendenzialmente a questo tipo di lavoro erano destinati pakistani o uomini provenienti dall'Africa.

 

Donne dell'est Europa impiegate nella raccolta delle fragole Per la raccolta delle fragole venivano impiegate, invece, donne dell'est Europa che ottenevano come compenso 28 euro al giorno, ai quali venivano detratti i costi di trasporto e vitto, nonostante le condizioni di lavoro fossero comunque disumane. 

 

Anche finti matrimoni per permessi di soggiorno Un altro gruppo criminale appartenente alla stessa organizzazione individuato dai finanzieri, era composto da 13 persone che combinavano finti matrimoni per ottenere illecitamente permessi di soggiorno. I componenti dell'organizzazione, per questa specifica attivita' illecite, si avvalevano della complicità di un impiegato del Comune di Corigliano Rossano, che è uno degli indagati finito ai domiciliari. 

 

Comandante Gdf Cosenza: "Cancellata piaga sociale" "Abbiamo individuato oltre duecento lavoratori sfruttati e lesi nella loro dignità. Questa indagine mette fine ad una situazione di illegalità che rappresenta una vera e propria piaga sociale, ma anche economica, perché falsa la leale concorrenza tra le imprese e lede profondamente la dignità umana". Lo ha detto il comandante provinciale della guardia di finanza di Cosenza, col. Danilo Nastasi, durante la conferenza stampa per illustrare i dettagli dell'inchiesta "Demetra",  

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