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Bullizzata perché coi capelli corti, la lettera della 15enne: parlo e vinco io

La giovane presa in giro di continuo anche per un difetto motorio. I compagni del Liceo Platone di Roma: "Lesbica e menomata". Ora dice basta: denunciate. Indagati studenti e prof

Un nuovo caso di bullismo è stato denunciato a Roma, al Liceo Platone. La vittima è una 15enne, presa in giro dalle compagne per un difetto motorio e perché coi capelli corti e additata come "menomata" e "lesbica". Fino a quando la giovane non è più andata a scuola. Ora sono scattate due inchieste: una nei confronti delle compagne, un'altra ai danni degli insegnanti colpevoli di non essere intervenuti. E' stata la giovane a denunciare il fatto dopo il silenzio. Al Messaggero la lettera per chi come lei è stata vittima di bullismo: "Parlate, solo così possiamo vincere".

La lettera - "Faccio appello a tutti quei ragazzi che hanno subìto bullismo come la sottoscritta o che lo stanno subendo. Ma non solo anche a tutti quei ragazzi che oggi non sono qui con noi, ma sono lassù, che ci guardano dall'alto", come, lascia intuire, il ragazzo ribattezzato "dai pantaloni rosa" morto suicida alla stessa età nel 2012. "Ora vi voglio raccontare la mia storia", comincia. "Come tutti i ragazzi sanno, un anno scolastico è molto pesante. Ma la pesantezza del mio anno scolastico non era dovuta alla quantità di compiti o studio, ma bensì dalle mie compagne di classe". "Quando entravo dentro la scuola avevo gli occhi puntati addosso, sentivo risatine... Il mio nomignolo? Qual era? Lesbica. Quando l'ho saputo dentro di me è crollato il mondo. Soprattutto quando le mie professoresse e il dirigente scolastico ne erano venuti a conoscenza e non avevano mosso un dito". "Questo nominativo di lesbica è andato avanti durante tutto il percorso scolastico, accompagnato da menomata e dalle minacce che ricevevo. Penso che questa sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, la mia decisione di non andare più a scuola".

Una scuola, precisa ancora nella lunga lettera, "scelta con amore e impegno nonostante le difficoltà, e una vita difficile sempre per ospedali ma presa con caparbietà, grande tenacia, rispettando tutto e tutti". Ma "sono crollata. Non riuscivo più a sostenere una situazione come quella. Non riuscivo a mettere neanche più piede in quella scuola". E allora racconta:"Ho deciso di parlare. Colei che mi ha ascoltata è stata mia madre. E' stato difficile raccontarlo perché ogni volta era come se rivivessi ogni singolo momento. Ho cercato allora di non commettere pazzie, di non entrare in quel tunnel senza uscita...". La lettera si chiude con un ringraziamento a Bulli Stop, il centro nazionale contro il bullismo, al suo legale, l'avvocato Eugenio Pini, alla professoressa Giovanna, e soprattutto "alla mamma che ha saputo prendermi per mano e mai lasciarmi".

La giovane bullizzata anche su Instagram - Oltre ai nomignoli e alle risatine, la 15enne ha dovuto subire per mesi vessazioni sui social network. Spesso veniva ripresa, filmata e fotografata, e lanciata in diretta su Instagram, sempre contro la sua volontà.

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