il provvedimento

Belluno, accumula debiti per oltre 110mila euro: il tribunale li taglia

La storia di un uomo di 52 anni

06 Nov 2026 - 10:33
 © Istockphoto

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Un 52enne originario della provincia di Belluno, ex imprenditore e ora lavoratore dipendente, ha accumulato debiti per oltre 110mila euro. Tuttavia, dovrà pagarli solo in parte. Come riporta Il Messaggero, il quale spiega che il caso è stato seguito da Legge3.it, "il tribunale di Belluno ha aperto la liquidazione controllata, ovvero un percorso per affrontare un'esposizione di oltre 113mila euro senza privarlo di ciò che serve per vivere".

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Il provvedimento

 Il tribunale, con il provvedimento che risale a ottobre, ha applicato, si legge sempre su Il Messaggero, "la legge sul sovraindebitamento: la Legge 3 del 2012, oggi confluita nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. La decisione protegge la quota di reddito necessaria al mantenimento personale e familiare; alla procedura sarà destinato soltanto quanto eccede questa soglia. Al termine del percorso la riduzione complessiva dei debiti è stimata in circa l'84%, e l'uomo potrà ottenere l'esdebitazione, liberandosi definitivamente dei debiti residui".

La storia

 La vicenda dell'uomo ha iniziato a prendere una piega difficile nel 2003, anno in cui ha chiesto il primo prestito: il figlio appena nato e la madre del bimbo - che aveva gravi problemi di salute - hanno dovuto trascorrere un periodo in una struttura di recupero. Questo ha comportato pesanti spese. Nel 2006, dopo un'esperienza da dipendente nel settore edile, l'uomo ha fondato una società nel settore delle impermeabilizzazioni. In seguito a un primo momento positivo, però, i ricavi sono crollati. Sono così iniziati ad accumularsi i ritardi nel pagamento di imposte e contributi. Nel 2016, l'uomo ha chiuso l'attività ed è tornato al lavoro dipendente. Sono poi arrivati il fermo dell'automobile, le ingiunzioni di pagamento, i pignoramenti dello stipendio e del conto corrente. Il momento più drammatico per l'ex imprenditore è giunto poco tempo fa, con il blocco del conto bancario che ha messo a rischio persino il pagamento delle bollette. Per andare avanti, la famiglia è stata costretta a tagliare ogni spesa e a trasferirsi in una casa concessa in comodato gratuito, mentre il figlio, da poco occupato, ha iniziato a contribuire al bilancio familiare.  

L'uomo ha tentato successivamente, riporta infine Il Messaggero, "di rimettere ordine con una cessione del quinto dello stipendio, per estinguere alcune posizioni. Ma nuove azioni di recupero dimostrano che non basta. Ora per l'ex imprenditore la liberazione dall'oppressione del debito, che potrebbe replicarsi per altri casi simili".

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