Roma, trovato batterio della legionella
Tre sale operatorie del Dipartimento emergenza e accettazione (Dea) del Policlinico Umberto I di Roma sono state chiuse per la presenza di legionella nelle condutture idriche. L'iniziativa è stata presa nell'ambito dell'inchiesta partita sul decesso di una donna a causa del batterio. Per quest'ultima vicenda sono indagati due medici per omessa comunicazione del referto alla procura e due funzionari Asl.
L'inchiesta era stata avviata dalla Procura della Repubblica di Roma dopo la morte avvenuta il 10 dicembre 2006 di una paziente, proprio per legionella, nel grande ospedale romano. La paziente era deceduta dopo il ricovero al Dea e il trasferimento in cardiochirurgia. Il pm Giuseppe De Falco aveva aperto un fascicolo ipotizzando contro ignoti il reato di omicidio colposo e di lesioni colpose perché un altro paziente aveva avuto sintomi di legionella.
Sotto inchiesta sono finiti dunque, per omissione di referto, due medici dell'ospedale, sospettati di non aver comunicato tempestivamente all'autorità giudiziaria la notizia del decesso della donna colpita dal morbo, e due funzionari dell'Asl Roma, per omessa denuncia, perché la magistratura è stata avvertita della morte della paziente dall'azienda sanitaria un mese dopo, e dopo che il caso del decesso fu rivelato in un servizio giornalistico.
Dalle indagini, svolte dai carabinieri del Nas, è emerso che la donna, con ragionevole certezza, ha contratto l'infezione in ospedale. Il batterio sarebbe stato individuato nelle tubature e nelle condutture del Dipartimento e, a quanto pare, non è stato ancora stroncato benché l'acqua in circolo sia stata già sottoposta a un processo di clorazione. Così è stato disposto che, fino a quando il pericolo non sarà scampato, le sale operatorie non potranno entrare in funzione. Ora tutte le acque dell'Umberto I sono sotto analisi.
Ben dieci casi di legionella sarebbero stati registrati in due anni dalla struttura. Ma non si esclude che qualche degente possa essere stato colpito dal morbo prima di essere ricoverato al Policilinico.
Oltre all'infezione, proseguono nel frattempo le indagini della magistratura per individuare, all'interno dell'Umberto I, responsabili della sporcizia e dello stato di degrado riscontrati in vari reparti e a denunciati dal settimanale "L'Espresso".