cronaca

Donatella Dini rinviata a giudizio

Gruppo Zeta,per bancarotta fraudolenta

22 Nov 2006 - 11:49

Donatella Pasquali Zingone, moglie dell'ex ministro degli Esteri Lamberto Dini, è stata rinviata a giudizio dal gup Villoni per l'accusa di bancarotta fraudolenta nell'ambito dell'inchiesta sul gruppo Zeta e in particolare sul crac che ha provocato il fallimento della società Sidema srl. Il processo inizierà il 25 gennaio. Insieme alla signora Dini a processo andrà anche Italo Mari, amministratore della società.

Un terzo imputato, Enrico Pozzo, amministratore della Sidema dal 26 gennaio 2000 al fallimento, ha patteggiato una pena di due anni.

Il Gruppo Zeta fu dichiarato fallito nel marzo 2002. I pm Paolo Auriemma e Giuseppe Cascini, contestano agli indagati di aver esposto nei bilanci che vanno dal 1994 al 2000, e nelle note integrative, fatti materiali non rispondenti al vero in modo da indurre in errore i destinatari della comunicazione. In particolare, per i magistrati romani, negli esercizi 1999 e 2000 sarebbero stati esposti nell' attivo dello stato patrimoniale una posta del patrimonio netto denominata "Fondo riserva su partecipazione" per un valore di tre miliardi e 400 milioni di lire corrispondente alla partecipazione al 100 per cento nella società Innovation, acquisita per 300 milioni di lire e mai pagata.

Inoltre, si contesta agli indagati, nella nota integrativa al bilancio 1999, di aver falsamente dichiarato che l'area di proprietà della società partecipata era "in procinto di essere concessionata dal comune di Castelnuovo di Porto". Zingone, difesa dall' avvocato Vincenzo Siniscalchi, Pozzo, assistito da Luigi Fischietti, e Mari (Emilio Ricci) sono inoltre accusati di aver esposto nel bilancio 2000, nell' attivo patrimoniale, immobilizzazioni materiali per un valore di 11 miliardi di lire, superiore di sei miliardi e 800 milioni al valore risultante nell'esercizio precedente, operando una rivalutazione monetaria priva di giustificazione. Interrogata nel novembre 2003, Donatella Dini, respinse tutte le accuse definendo l' inchiesta giudiziaria "una bolla di sapone".