cronaca

Andreotti,un processo lungo 12 anni

Dal 1992 al 2004, ecco tutte le tappe

15 Ott 2004 - 12:10

La Corte di Cassazione ha assolto definitivamente Giulio Andreotti dall'accusa di associazione mafiosa rigettando sia il ricorso della Procura generale di Palermo che il ricorso presentato dalla difesa. Il nome di Andreotti compare per la prima volta in atti istruttori della Procura di Palermo nell'ottobre del 1992. Da allora sono passati 12 anni. Ecco la cronologia del processo nei confronti del senatore a vita.

OTTOBRE 1992 Il nome di Andreotti compare per la prima volta in atti istruttori della Procura di Palermo, citato dai pentiti Gaspare Mutolo e Leonardo Messina nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio dell'eurodeputato dc Salvo Lima, capo della corrente andreottiana in Sicilia.

27 MARZO 1993 La Procura della Repubblica di Palermo diretta da Giancarlo Caselli invia al Senato la richiesta di autorizzazione a procedere: 246 pagine in cui per Andreotti si ipotizza il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.

16 APRILE 1993 Il pentito Baldassare "Balduccio" Di Maggio parla per la prima volta del presunto bacio tra Andreotti e il boss Toto' Riina.

13 MAGGIO 1993 Il Senato concede l'autorizzazione a procedere, sollecitata dallo stesso Andreotti.

21 MAGGIO 1994 La Procura di Palermo cambia il capo di imputazione da concorso esterno in associazione mafiosa, a associazione a delinquere semplice e di stampo mafioso.

2 MARZO 1995 Il gup di Palermo Agostino Cristina, dopo poco piu' di 2 ore di camera di consiglio, dispone il rinvio a giudizio di Andreotti.

26 SETTEMBRE 1995 Prima udienza del processo davanti alla quinta sezione penale del Tribunale, presieduta da Francesco Ingargiola, nella stessa aula bunker dell'Ucciardone dove si celebro' il primo 'maxiprocesso' a Cosa Nostra. Andreotti e' presente e sara' quella la prima e unica volta in cui il senatore e il procuratore Caselli compariranno insieme in aula.

18 MAGGIO 1996 Uno dei due giudici a latere, Vincenzina Massa, deve lasciare il suo posto a causa di una malattia agli occhi. Viene sostituita dal giudice Antonio Balsamo.

21 OTTOBRE 1998 Il pentito Di Maggio viene arrestato assieme ad altri due collaboratori di giustizia, Gioacchino La Barbera e Santo Di Matteo, accusato di aver tentato di riorganizzare la sua cosca. Cio' nonostante, Di Maggio conferma il racconto del bacio tra il senatore e Riina.

19 GENNAIO 1999 Inizia la requisitoria dei pm Guido Lo Forte e Roberto Scarpinato.

8 APRILE 1999 Al termine della loro lunga relazione, i pm chiedono la condanna di Andreotti a 15 anni di reclusione.

12 OTTOBRE 1999 Prima che il Tribunale si ritiri in camera di consiglio, Andreotti rende dichiarazioni spontanee e consegna ai giudici un'autodifesa di 14 pagine in cui contesta le dichiarazioni dei pentiti, soprattutto quello di Di Maggio sull'ormai celeberrimo "bacio".

23 OTTOBRE 1999 Il Tribunale, dopo 264 ore in camera di consiglio, il tempo piu' lungo mai impiegato in Italia in un processo con un solo imputato, assolve Andreotti con la formula "perche' il fatto non sussiste".

16 MAGGIO 2000 Il Tribunale deposita le motivazioni della sentenza, 4.370 pagine. I giudici affermano che le prove contro Andreotti sono risultate "insufficienti, contraddittorie, in alcuni casi anche del tutto mancanti".

15 LUGLIO 2000 La Procura della Repubblica deposita il suo ricorso in appello contro l'assoluzione, lamentando soprattutto la "frammentazione e sottovalutazione" delle prove presentate.

24 LUGLIO 2000 Anche la Procura Generale, con motivi analoghi, si appella contro l'assoluzione.

19 APRILE 2001 Si apre il processo di secondo grado davanti alla Corte di Appello di Palermo presieduta da Salvatore Scaduti.

25 OTTOBRE 2001 Inizia la requisitoria dei procuratori generali Daniela Giglio e Annamaria Leone.

14 MARZO 2002: La requisitoria si conclude con la richiesta di condanna di Andreotti a 10 anni di reclusione, "in considerazione dell'avanzata eta' dell'imputato".

18 APRILE 2002 Inizia l'arringa dei difensori, Giulia Bongiorno, Franco Coppi, Gioacchino Sbacchi.

28 NOVEMBRE 2002 La Procura generale deposita i verbali del neopentito Antonino Giuffre', 190 pagine in cui compare piu' volte il nome di Andreotti, e chiede la riapertura del dibattimento per ascoltare il collaboratore di giustizia. La difesa non si oppone e la Corte cita Giuffre' a deporre.

16 GENNAIO 2003 Giuffre' viene ascoltato a Milano e sostiene che i capimafia consideravano Andreotti un utile referente.

31 GENNAIO 2003: La difesa chiede di sentire Pino Lipari, ex geometra dell'Anas e uomo di fiducia di Provenzano, ora aspirante pentito ritenuto inattendibile dalla Procura.

14 MARZO 2003 Lipari depone nell'aula bunker di Pagliarelli a Palermo e sostiene che per i boss Andreotti era un nemico.

17 APRILE 2003 La difesa, per accelerare i tempi della sentenza, preferisce non riprendere l'arringa interrotta dalla riapertura del dibattimento e presenta le sue conclusioni depositando una corposa memoria scritta.

2 MAGGIO 2003 La Corte d'Appello presieduta da Salvatore Scaduti, dopo cinque ore in camera di consiglio, assolve Andreotti dal reato di associazione mafiosa e dichiara prescritto il reato di associazione a delinquere per i fatti concretamente commessi fino al 1980.

29 OTTOBRE 2003 La difesa ricorre in Cassazione per ottenere l'assoluzione piena, anche sui fatti andati in prescrizione. In 450 pagine i legali contestano le motiviazioni con cui la Corte ha dichiarato la prescrizione.

30 OTTOBRE 2003 Anche la Procura generale di Palermo presenta ricorso per Cassazione, soltanto 40 pagine scritte dai pg Annamaria Leone e Daniela Giglio.

15 OTTOBRE 2004  La Cassazione conferma la sentenza di appello.