Il processo d'Appello è stato aggiornato al 22 novembre
© Ap/Lapresse
Le prove a carico di Alberto Stasi, per l'omicidio di Chiara Poggi, non sono state trovate. Ma il biondino di Garlasco è tornato in Aula per un'udienza lampo, chiusa in due ore, con il procedimento aggiornato al 22 novembre. Stasi ha parlato ribadendo la sua innocenza. E intanto spunta una chat finora inedita, che dimostrerebbe che sul fronte del sesso tra Chiara e Alberto non c'erano tabù ed escluderebbe così il movente sessuale.
Si è già chiusa dunque la prima udienza, durata circa due ore e finita al termine della lettura della relazione del giudice a latere Fabio Tucci. E' stato aggiornato al 22 novembre il processo che si sta celebrando davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Milano, con Alberto Stasi unico imputato. Il procedimento si svolge a porte chiuse, in quanto si sta celebrando con il rito abbreviato.
Stasi in Aula ribadisce la sua innocenza
Durante l'udienza Stai ha reso le sue dichiarazioni spontanee per ribadire la sua innocenza. Quando il presidente della seconda sezione penale della Corte d'Assise d'Appello ha chiesto se aveva qualcosa da dire, Alberto ha risposto: "Non ho altro da aggiungere rispetto a quello che ho detto al pm in sede di indagini preliminari", e cioè che non aveva ucciso Chiara.
La chat segreta
A suo sostegno spunta anche una chat segreta che escluderebbe il movente sessuale dell'omicidio. Come racconta "Libero" infatti il 17 settembre 2006 ci sarebbe stato uno scambio di battut in chat tra i due proprio su temi sessuali. Un dialogo che farebbe cadere l'ipotetico movente dell'omicidio, e cioè che Chiara avrebbe scoperto sul computer di Alberto materiale pedo-pornografico e questo avrebbe fatto scattare l'assassinio.
In realtà, ecco la trascizione delle frasi tra i due quel 17 settembre di cinque anni fa. Lei gli scrive: "Tato, cosa fai oggi?". E lui risponde: "Navigo un po' in Internet. Senti, Tata, posso scaricare qualche filmino pornografico? Mah... però non so se sia il caso visto che dobbiamo trasferire quasi 1 giga". Lei: "Vedi tu Tato... Basta che non mi rallenti il trasferimento". Lui: "Appunto". Lei: "Ri-appunto". Questo dialogo confermerebbe quanto la difesa e il giudice di primo grado hanno sempre sostenuto, e cioè che il movente sessuale non regge.
Il processo e le richieste dell'accusa
Quanto al processo d'Appello, l'accusa chiede la "rinnovazione del dibattimento". Vale a dire la ripetizione di alcune perizie. La speranza dell'accusa è infatti quella di modificare le conclusioni del primo grado. Dalla difesa replicano che sono pronti a ribattere ogni attacco.
E quella chat viene in aiuto proprio di Stasi e dei suoi avvocati. Tra le richieste dell'accusa però c'è anche il sequestro di una vecchia bici da uomo di Stasi, che dovrebbe essere mostrata alla testimone Franca Bermani, che dice di averne vista una da donna fuori dalla villetta all'ora del delitto. Quella vecchia bici non fu mai repertata perché la testimone parlava di un'altra.
Ad Alberto dovrebbe anche essere chiesto di ripercorrere i passi compiuti il 13 agosto nella villetta e si chiederà di analizzare un capello trovato nella mano di Chiara e il materiale rimasto sotto le unghie.