Afghanistan, arrivato a Roma l'ultimo volo da Kabul
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Dopo lo scalo a Kuwait City, è atterrato alle 8:04 a Fiumicino l'ultimo volo dell'Aeronautica militare per il ponte aereo umanitario tra Afghanistan e l'Italia. Il Boeing 767 ha a bordo 110 persone, tra le quali gli ultimi 58 cittadini afghani, il console Tommaso Claudi, l'ambasciatore Stefano Pontecorvo, Senior Civilian Representative della Nato ed i carabinieri del Tuscania che erano rimasti finora sul posto. Ad accoglierli il ministro Di Maio.
Di Maio: "L'Italia è primo Paese Ue per afghani evacuati" "Voglio ringraziare i carabinieri del Tuscania perché senza di loro non avremmo potuto garantire la presenza del nostro console Claudi e dell'ambasciatore Pontecorvo", ha detto il ministro degli Esteri accogliendo i passeggeri presenti sul volo. "Siamo il primo Paese dell'Ue per cittadini afghani evacuati", ha quindi sottolineato.
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Di Maio e il piano italiano per gli afghani - "Adesso inizia la fase 2. In settimana partirà il 'piano italiano per il popolo afghano', che ho illustrato nei giorni scorsi in Consiglio dei Ministri, con la prima riunione della cabina di regia interministeriale, così da coordinare le iniziative per l'accoglienza e la formazione di tanti bambini e ragazzi arrivati in Italia", ha scritto il ministro.
Amb. Pontecorvo: dopo fine ponte aereo si può viaggiare solo per vie terrestri Ora che i ponti aerei occidentali dall'Afghanistan sono quasi tutti finiti alle persone che vogliono abbandonare il Paese restano poche scelte. "Le vie terrestri sono aperte, si può viaggiare con relativa calma", ha detto l'ambasciatore Stefano Pontecorvo al suo arrivo a Fiumicino con l'ultimo volo italiano dall'Afghanistan. "Con la giusta attrezzatura - ha aggiunto - l'aeroporto potrà però riaprire nel giro di una settimana".
"Ancora non riusciamo a credere di avercela fatta" - "Non riusciamo a credere di aver raggiunto Roma dopo tanti problemi e difficolta'. Abbiamo pianto". A raccontarlo all'agenzia Ansa Arezu e Ghazal due giovani giornaliste afghane sbarcate con l'ultimo volo del ponte aereo. Un viaggio difficile, raccontano, quello da Herat all'Italia."Abbiamo impiegato due giorni per raggiungere Kabul, dove siamo rimaste quattro giorni prima di riuscire a partire. Nella ressa dell'aeroporto avevamo paura di essere calpestate". Ora per Arezu e Ghazal è l'inizio di una nuova vita. "Ci auguriamo di vivere in pace con le nostre famiglie e di poter continuare a lavorare come giornaliste in futuro".