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Aeroporto di Fiumicino, pochi minuti di ritardo all'imbarco: bimbi sardi lasciati a terra

La compagnia aerea ha rimborsato il gruppetto di giovanissimi passeggeri diretto a Olbia che non ha potuto prendere il volo a causa della decisione del comandante dell'aeromobile di applicare il regolamento con eccessivo zelo

fiumicino controlli covid
Ansa

Una comitiva di piccoli sportivi sardi è stata costretta a passare una notte non programmata in hotel a Roma e a cambiare itinerario di viaggio perché gli è stato impedito di rientrare a Olbia con un volo notturno.

A prendere la decisione, che ha creato non pochi disagi ai piccoli e ai loro accompagnatori, il comandante dell'aeromobile che avrebbe applicato il regolamento in maniera intransigente: neanche qualche minuto di attesa all'imbarco nonostante il volo atterri usualmente in anticipo. Alcuni bambini erano rimasti indietro e quelli a bordo sono stati costretti a scendere per ricompattare la comitiva. La compagnia aerea si è fatta carico delle spese causate dal disagio ma i genitori minacciano azioni legali.

 


La comitiva diretta a Olbia era composta da

27 piccoli tennisti con tre accompagnatori

, insieme avevano assistito agli Internazionali di tennis a Roma. Per mercoledì era previsto il loro rientro in Sardegna, con un volo della compagnia aerea "Volotea" schedulato per le ore 20:50. Ma qualcosa è andato storto: a spiegarlo al quotidiano L'Unione Sarda la signora Angela, mamma di due bambini (8 e 12 anni) ai quali è stato impedito di partire a causa del ritardo di pochi minuti rispetto al resto dei passeggeri.


 


Il gruppo proveniente dalla Gallura, è arrivato di corsa all’Aeroporto Leonardo Da Vinci, ma doveva superare i controlli prima che la porta d'imbarco chiudesse, 15 minuti prima del decollo. Una parte della comitiva è arrivata in tempo a bordo e

ha

 

chiesto al comandante di far imbarcare anche il resto dei bambini in ritardo di pochi minuti

a causa delle code ai controlli di sicurezza.


 


Il comandante è stato inflessibile: l’aereo stava chiudendo le porte e bisognava rispettare il regolamento. Uno degli accompagnatori, assieme ai sette bimbi arrivati in orario, viene invitato a prendere una decisione: partire o scendere. Visto che non avrebbero fatto passare gli altri piccoli, l'uomo è stato costretto a riunire la comitiva a terra.


 


Hanno dovuto trascorrere la notte a Roma.

"Visto che il tempo reale di percorrenza del viaggio è solitamente inferiore a quanto indicato nel biglietto, perché tutta questa fretta di chiudere le porte se bastava aspettare 300 secondi al massimo?"

, si sono chiesti increduli alcuni genitori.


 


Mamma Angela, ex dipendente di Air Italy, ha provato a risolvere la vicenda dall'aeroporto di Olbia con l'aiuto della Geasar, la società di gestione dello scalo gallurese. Il team operativo di Volotea ha seguito le regole alla lettera e ha riparato al disagio provocato ai piccoli passeggeri prenotando

un hotel

nelle vicinanze di Roma, facendosi carico anche delle spese di

trasferimento

notturne e della mattina successiva verso l'aeroporto. I voli per Olbia del giorno successivo erano completi, così i ragazzini sono stati dirottati verso Alghero. La compagnia spagnola si è accollata anche il trasferimento

da Alghero a Olbia

.


 


Dopo tutte queste peripezie i piccoli sportivi sono tornati a casa ma alcuni genitori minacciano

azioni legali

, il comportamento del comandante dell'aereo è stato segnalato alla Procura di Tempio.


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