Imprenditore visionario dal tessile al vino, Cavaliere del Lavoro e simbolo del Made in Italy si è spento a 92 anni nella sua casa in Umbria
Arnaldo Caprai © Ufficio stampa
Capace di costruire imprese solide, lasciare un segno profondo nel settore del tessile e del vino e incarnare l'eccellenza del Made in Italy portando l'Umbria nel mondo, tutto questo e non solo era Arnaldo Caprai, il grande imprenditore morto nel pomeriggio di domenica 4 gennaio, all’età di 92 anni, nella sua casa di Montefalco a Perugia. La commemorazione funebre si terrà alle ore 10 di mercoledì 7 gennaio nella Chiesa di San Feliciano di Foligno.
"Nostro padre è stato un ottimista e un generoso e ci lascia l'insegnamento di guardare sempre avanti, di credere nell'impresa e nello sviluppo". Lo ricordano con queste parole i tre figli Arianna, Marco e Luca, che sottolineano anche la grande visione imprenditoriale del padre: "Un uomo che ha sempre creduto nel realizzare grandi imprese, con una visione aperta al futuro e con un profondo impegno sociale. Aveva 92 anni e fino all'ultimo ha trasmesso a tutti noi che il futuro si costruisce con passione e fiducia".
Nato nel 1933, Caprai comincia come venditore di biancheria e corredi nell'Italia centrale. Negli anni '60 avvia la sua produzione, fondando un maglificio artigianale e poi la società Maglital, nota nel mondo con il marchio Cruciani e che in poco tempo diventa simbolo del Made in Italy. Alla passione imprenditoriale affianca quella per il merletto, creando una collezione di oltre 25 mila reperti e inaugurando il Museo Virtuale delle Arti Tessili nel 2007.
Il nome di Arnaldo Caprai è legato soprattutto al Sagrantino di Montefalco, un vino rosso prodotto in provincia di Perugia. Nei primi anni '70 acquista una tenuta di 42 ettari e avvia il progetto di valorizzazione di un vitigno all'epoca poco conosciuto. Grazie a ricerca, innovazione e rigore produttivo, contribuisce in modo netto al successo internazionale del Sagrantino, rendendo Montefalco una meta riconosciuta nel panorama vitivinicolo mondiale. Impegno che gli è valso la nomina a Cavaliere del Lavoro per Meriti in Agricoltura, un riconoscimento che corona uno straordinario percorso di vita e lavoro lungo settant'anni.