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Slavina, uno dei sopravvissuti: "AllʼHotel Rigopiano per festeggiare mia figlia"

"La mia bimba di 6 anni voleva vedere la neve", racconta tra le lacrime Giampiero Parete. E aggiunge: "Ho visto venire giù una parte dellʼalbergo con la mia famiglia dentro. Continuate a cercare"

Slavina, uno dei sopravvissuti: "All'Hotel Rigopiano per festeggiare mia figlia"

"Ludovica voleva vedere la neve. Sabato avevamo festeggiato il suo compleanno in un locale a Montesilvano. La mia piccola, 6 anni, voleva vedere la neve e così, lunedì, siamo partiti per l'Hotel Rigopiano a Farindola". Giampiero Parete dall'ospedale di Pescara racconta con difficoltà, a causa dei postumi dell'ipotermia, i terribili momenti che hanno sconvolto il Paese, dopo le nuove scosse di terremoto in Centro Italia. "Volevamo ripartire mercoledì, ma a causa della neve la strada non era praticabile".

"Scavate, cercateli, maledetto me che non sono andato via subito. L'auto sarebbe scivolata lungo la strada e i soccorsi ci avrebbero ritrovato più facilmente". E invece no, Parete con la sua famiglia e gli altri ospiti hanno dovuto aspettare il gatto delle nevi. "Era atteso per le 15, poi però ci hanno detto che sarebbe arrivato per le 19. Eravamo tutti nella hall, c'era nervosismo, dopo le scosse eravamo in attesa di andarcene".

"Ho visto venire giù parte dell'hotel con la mia famiglia dentro" - "Ero uscito per prendere un farmaco in auto a mia moglie, che aveva mal di testa. I miei due figli mi aspettavano sotto la tettoia", continua Parete, cuoco e pasticciere, nell'intervista a Il Messaggero. "Poi ho sentito scricchiolare gli alberi e sono stato investito dalla valanga. Quando sono stato travolto, sono riuscito a tenermi a un ramo, poi mi sono liberato della neve e sono tornato verso la macchina e lì ho visto il manutentore della struttura, Fabio Salzetta". "In un secondo ho visto venire giù l'hotel con la mia famiglia dentro, sono immagini che non potrò più dimenticare".

"I messaggi al datore di lavoro che ha avvertito i soccorsi" - "Mia moglie e i miei figli erano sotto le macerie, così ho mandato un Sms al mio datore di lavoro, Quintino Marcella, chiedendogli di avvertire i soccorsi", aggiunge dal letto del reparto di Rianimazione. "Ho trovato uno zainetto di Ludovica l'ho stretto e non l'ho più lasciato". Più passava il tempo più saliva la paura. "Per fortuna c'era il prefetto Provolo a rincuorarmi. Mi ha detto 'I soccorsi stanno arrivando' e così alla fine è stato. Ora chiedo un miracolo per la mia famiglia".

Tre dei familiari di Parete, la moglie, il figlio e la figlia, sono successivamente stati ritrovati in vita dai vigili del fuoco.

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