Spacciavano dolci surgelati come "di produzione propria" e lavoravano in condizioni igienico-sanitarie precarie e strutturali degli ambienti di lavorazione
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Produceva confetti freschi riciclando i "resi", cioè i confetti restituiti al produttore perché scaduti. Per questa ragione i carabinieri del Nas hanno sospeso l'attività di una confetteria in Abruzzo, in Val Peligna, nei pressi di Sulmona (L'Aquila). L'azienda, in condizioni igieniche assai precarie, trattava i confetti scaduti ad alte temperature per sciogliere la parte di zucchero per recuperare la mandorla e riutilizzarla. Dolci scaduti anche a Pescara.
Presso una pasticceria di Pescara, infatti, mantenuta in precarie condizioni igienico sanitarie, sono stati trovati inoltre dolci tipici esposti per la vendita presentati come "di produzione propria" e "freschi", ma che in realtà sono risultati acquistati, surgelati, da un'importante industria dolciaria.
Sempre a Pescara, in una cremeria, venivano prodotti dolci tipici pasquali in ambienti insalubri, fonte di potenziali contaminazioni, per la presenza di muffe e infiltrazioni nei soffitti degli ambienti di lavorazione. Nel pescarese si contano in totale cinque attività sospese dal Nas per gravi carenze igienico sanitarie, per un valore immobiliare che ammonta a circa 7.500.000 euro e sono state sequestrate 4 tonnellate di alimenti poichè privi di tracciabilità. Complessivamente sono state emesse elevate sanzioni amministrative per 30.000 euro.