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"Ecco lʼorrore che abbiamo vissuto e visto": i racconti della strage di Corinaldo

I ragazzi che si sono salvati raccontano di "unʼaria irrespirabile" e di una situazione che è degenerata in pochi secondi

"La gene cascava, c'è chi è rimasto sotto impanicato, chi si è rotto un ginocchio, la faccia. Io non riuscivo a respirare bene e ancora adesso mi sento il respiro affannoso per il gas". E' il racconto di un ragazzo che la notte tra il 7 e l'8 dicembre si trovava nella discoteca Lanterna Azzurra a Corinaldo. Poco dopo la mezzanotte scoppia il panico, sei persone muoiono schiacciate dalla calca mentre tentavano di fuggire dal locale. "Ero nel panico perchè non riuscivo a respirare", racconta un altro ragazzo, "vedevo gente che scappava, così non ci ho pensato un minuto e mi sono messo a correre anche io. C'era molta molta gene, io mi sono trovato sotto la calca e un buttafuori mi ha tirato fuori salvandomi".

"Non si riusciva a respirare, così tutti sono corsi verso l'uscita. Eravamo tutti ammassati", racconta una ragazza, "mi sono ritrovata tanta gente addosso e sono riuscita a salvarmi grazie all'aiuto di un ragazzo". Un'altra spiega: "La gente scappava e io mi sono ritrovata appesa a testa in giù, non sapevo cosa fare. Poi ho dovuto aiutare dei miei amici ad uscire altrimenti sarebbero rimasti soffocati".

Tanti i genitori presenti, ma tanti anche quelli che sono accorsi dopo le chiamate disperate dei figli. "Ho ricevuto una telefonata dopo le due di notte", dice un papà, "sono subito corso a vedere cosa fosse successo e ho trovato un macello".

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