Streaming illegale

Pirateria online, smantellata rete tv illegale tra Italia, Francia e Germania: in arrivo sanzioni fino a 5mila euro agli abbonati

La Guardia di finanza ha smantellato "CinemaGoal", un sistema capace di aggirare i controlli di Sky, Dazn, Netflix e Spotify

22 Mag 2026 - 11:46
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La Guardia di finanza ha scoperto "CinemaGoal", un sistema capace di aggirare i controlli di Sky, Dazn, Netflix e Spotify. I danni stimati dai militari si quantificano in 300 milioni di euro.  L'operazione, che ha portato a più di 100 perquisizioni, è stata condotta dalla Guardia di finanza di Ravenna su delega della procura di Bologna, con attività coordinate anche in Francia e Germania attraverso l'Eurojust, l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale. Nel mirino degli investigatori un sistema illegale che permetteva di accedere ai contenuti a pagamento di piattaforme streaming con sistemi informatici pirata. 

Il sistema criminoso

 L'inchiesta, partita dal monitoraggio dei social network, ha portato alla scoperta di una tecnologia ritenuta innovativa dagli inquirenti. L'applicazione si installa direttamente sui dispositivi degli utenti e con un semplice click permette di visualizzare contenuti a pagamento gratis. Il software collegava i device a server esteri per decriptare i contenuti protetti e consentire la visione illegale dei programmi. Secondo quanto emerso, sul territorio nazionale erano operative macchine virtuali attive 24 ore su 24

Pagamenti in crypto valuta

 La rete contava più di settanta distributori incaricati di vendere gli abbonamenti illegali sul territorio. I prezzi variavano dai 40 ai 130 euro l'anno, a seconda dei pacchetti selezionati. I pagamenti avvenivano soprattutto in criptovalute oppure tramite conti esteri e intestazioni fittizie, rendendo più difficile la tracciabilità del denaro. Con il supporto della cooperazione internazionale, gli investigatori hanno sequestrato anche server e supporti informatici collocati oltre il confine nazionale. Tra il materiale acquisito figura pure il codice sorgente del programma alla base dell'applicazione pirata.

Danno da mezzo miliardo

 La Guardia di finanza ha stimato il danno in 300 milioni di euro per le piattaforme coinvolte, calcolato sui diritti non riscossi negli anni. Nel frattempo scatteranno le prime sanzioni per circa mille abbonati già individuati dagli investigatori. Le multe previste oscillano tra 154 e 5mila euro. Sul piano penale, le ipotesi di reato contestate comprendono pirateria audiovisiva, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica.