L'operazione dei carabinieri della Compagnia di Bra

Cuneo, smantellata una rete di "professionisti" della cannabis indoor: 8 arresti

Cinque le denunce. Sequestri per mezzo milione di euro

13 Ott 2026 - 15:54
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I carabinieri della Compagnia di Bra hanno assestato un durissimo colpo a un sodalizio criminale specializzato nella produzione su vasta scala di sostanze stupefacenti. Il bilancio dell'operazione, denominata convenzionalmente "Oro verde", è di 8 arresti, 5 in flagranza di reato e 3 su ordinanza di custodia cautelare in carcere, di cittadini di nazionalità albanese, 5 deferimenti in stato di libertà e il sequestro di oltre 340 chilogrammi di sostanza stupefacente, per un valore stimato sul mercato al dettaglio di circa 500mila euro.

L'indagine, avviata nel gennaio 2026 sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Asti, è nata da un meticoloso monitoraggio del territorio braidese. I militari dell'Arma sono riusciti a mappare una fitta rete di coltivazioni occulte e altamente tecnologiche dislocate in modo strategico tra le province di Cuneo e Torino. I blitz, scattati simultaneamente con il supporto di reparti specializzati dell'Arma, hanno permesso di individuare e smantellare serre artificiali attive nei comuni di Sanfrè, Castellinaldo, Bene Vagienna (nel Cuneese) e nel Comune di Ceres (nelle valli di Lanzo, in provincia di Torino). 

Le attività investigative hanno svelato una struttura criminale estremamente organizzata, composta da soggetti attivi nel settore da diversi anni e considerati veri e propri "professionisti" della coltivazione indoor. Il sodalizio non si limitava a produrre lo stupefacente, ma offriva una forma di "consulenza specializzata" ad altri gruppi criminali, esportando le proprie conoscenze per la creazione dell'habitat artificiale perfetto. Le serre erano infatti dotate di impianti di aerazione, illuminazione a spettro solare, sistemi di irrigazione automatizzati e fertilizzanti specifici per massimizzare la crescita delle infiorescenze e accelerare i cicli di raccolta, garantendo guadagni potenzialmente milionari. 

Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno rinvenuto e posto sotto sequestro oltre 340 kg di stupefacente (suddiviso tra intere piante in fioritura pronte per il taglio e marijuana già essiccata e confezionata in sacchi termosaldati pronti per lo spaccio), a cui si aggiungono 200 grammi di hashish e ingenti somme di denaro contante, ritenute l'incasso diretto dell'attività illecita. 

Oltre ai reati di produzione, coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, agli arrestati è stato contestato il reato di furto aggravato di energia elettrica. Per alimentare i sofisticati macchinari delle piantagioni (le cui lampade e ventilatori richiedevano un consumo paragonabile a quello di un piccolo impianto industriale), i malviventi avevano realizzato un allaccio abusivo e fraudolento direttamente alla rete di "E-Distribuzione S.p.A.". Attraverso un bypass artigianale che escludeva completamente il contatore, l'organizzazione sottraeva sistematicamente elettricità alla rete pubblica per azzerare i costi di produzione e non destare sospetti con bollette anomale.

L'operazione odierna si inserisce nel quadro delle quotidiane attività di contrasto al traffico di stupefacenti portate avanti dal Comando provinciale dei carabinieri di Cuneo, a tutela della legalità e della sicurezza pubblica. La posizione di tutti i predetti indagati è ora al vaglio dell'autorità giudiziaria, che ne valuterà le eventuali responsabilità nel corso del giudizio.