il caso

Baby Gang, nel nuovo video spara con armi da guerra in Iraq: i giudici gli negano i domiciliari

Il trapper è in carcere per porto abusivo di armi, rapina e maltrattamenti nei confronti della convivente

14 Ott 2026 - 12:04
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Benito Mussolini con le sembianze di un maiale mentre pronuncia il discorso dal balcone di Piazza Venezia con cui annunciò l'ingresso dell'Italia nella Seconda guerra mondiale. Successivamente una sequenza di leader politici internazionali, da Donald Trump a Vladimir Putin, passando per Ali Khamenei, Nicolás Maduro, Kim Jong-un e Volodymyr Zelensky. Infine Baby Gang, in Iraq, con una serie di munizioni intorno al collo e un'arma da guerra pronta a sparare. Sono alcune delle immagini che compaiono nell'anticipazione di "Guerra 2", il nuovo singolo del trapper, in uscita venerdì 16 ottobre a mezzanotte. Il video è stato pubblicato sui social dall'artista, il cui vero nome è Zaccaria Mouhib, attualmente detenuto per porto abusivo di armi, rapina e maltrattamenti nei confronti della convivente. Le riprese in Iraq, però, non sono soltanto parte del progetto musicale. Sono anche uno degli elementi presi in considerazione dai giudici di Lecco per respingere la richiesta di affidamento in una comunità, avanzata dal suo avvocato Niccolò Vecchioni. 

La difesa: "Era in Iraq per girare un videoclip"

 I legali sostengono invece che Mouhib fosse andato in Iraq esclusivamente per ragioni artistiche, con l'obiettivo di girare un videoclip musicale. Sarebbe stata inoltre la stessa società di produzione a organizzare il viaggio e a concordare preventivamente l'assistenza di personale dell'esercito locale durante le riprese. La presenza delle armi nel video assume così un significato diverso nelle due ricostruzioni: per il gip è un elemento che contribuisce a delineare la pericolosità dell'artista, mentre per la difesa appartiene al contesto di una produzione musicale.