Non si tratta solo di violazione della privacy: ci sarebbero i presupposti per numerosi reati penali, come diffamazione aggravata, violenza privata, istigazione a delinquere e vilipendio di cariche dello Stato
di Beatrice BortolinSvolta nelle indagini sui siti sessisti. Si è scoperto che i server sono all'estero, ma l'amministratore sarebbe italiano, così come il gruppo che aiutava nella gestione della pagine. E ora lo scandalo è destinato a sbarcare nelle procure di mezza Italia. Quella di Roma sta per ricevere la prima informativa della polizia. Intanto, per questi siti, l'avvocato Annamaria Bernardini de Pace ha annunciato una class action.