"la droga solo per uso personale"

Il trapper Tony Boy esce dal carcere e va ai domiciliari dai genitori | Al gip: "Tenevo la pistola per difendermi"

Dopo l'interrogatorio a San Vittore, la gip di Milano ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare ai domiciliari per il giovane, riconoscendo solo l'imputazione per l'arma e non quella di spaccio. Il pm aveva chiesto il carcere

25 Ago 2026 - 17:52
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Tony Boy © Instagram

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Il trapper Tony Boy, 26enne all'anagrafe Antonio Hueber, con un milione di follower su Instagram, finito in cella il 22 agosto per detenzione a fini di spaccio di cocaina, marijuana e hashish e di una pistola Beretta calibro 6.35 con matricola abrasa e una cinquantina di munizioni, esce dal carcere e va agli arresti domiciliari. Il giovane sconterà la sua pena a casa dei genitori in provincia di Padova, "in un contesto maggiormente protetto e controllato" e senza l'uso del braccialetto elettronico. Lo ha deciso la gip di Milano Chiara Valori che, dopo l'interrogatorio a San Vittore, ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare ai domiciliari per il giovane, difeso dall'avvocato Niccolò Vecchioni, riconoscendo solo l'imputazione per l'arma e non quella di spaccio. Il pm aveva chiesto il carcere. 

Al gip: "Tenevo la pistola per difendermi"

 "Non ho mai spacciato, la droga che avevo era per uso personale, perché ho una conclamata dipendenza. L'arma ce l'avevo per autodifesa, perché di recente ho subito un furto in casa". Così, in sostanza, da quanto riferito dal legale Niccolò Vecchioni, si era difeso il trapper Tony Boy nell'interrogatorio davanti alla gip Chiara Valori nel carcere milanese di San Vittore.

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"L'arma - aveva detto il difensore - era detenuta con finalità di autodifesa, perché aveva subito un furto in casa che aveva denunciato e in risposta aveva deciso di procurarsi quella pistola. Lui ha fornito indicazioni su come si sia procurato quell'arma". Il tema della diretta social durante la perquisizione, invece, aveva chiarito il difensore, "non è stato affrontato nell'interrogatorio perché non rientra nei fatti" contestati come imputazioni nella richiesta di custodia in carcere del pm. Per quel fatto il trapper è indagato a piede libero per trattamento illecito di dati.

Il legale sull'accusa di spaccio aveva spiegato: "Sono quantitativi modici e parliamo di un giovane che ha una conclamata dipendenza da più sostanze e con evidenti capacità economiche per procurarsi le provviste per uso personale". Il difensore aveva anche chiarito di aver richiesto la trasmissione della copia della denuncia per il furto subito dal cantante.

"Pistola presa attraverso un gruppo Telegram"

 "La pistola l'ho comprata attraverso un gruppo Telegram". È quanto avrebbe spiegato inoltre il trapper nell'interrogatorio. In sostanza, il 26enne ha sostenuto di aver acquistato la pistola attraverso contatti su un gruppo Telegram che offre questi "servizi" illeciti. La difesa del giovane ha evidenziato la estrema fragilità del cantante, dipendente dall'uso di droghe e che assume anche psicofarmaci regolarmente prescritti da un medico.

"In contatto con ambienti criminali"

 Anche se è incensurato, "è del tutto evidente che egli è in contatto con ambienti criminali di spessore" nei quali "è possibile acquistare un'arma clandestina", scrive la gip di Milano, Chiara Valori, nell'ordinanza con cui ha disposto come misura cautelare i domiciliari per il trapper. Per la giudice, ad ogni modo, "gli impegni lavorativi" del cantante, con concerti già fissati per le prossime settimane, "non paiono rappresentare una circostanza idonea a impedire l'applicazione della misura" cautelare disposta, mentre più avanti, comunque, "potranno essere valutate le necessarie autorizzazioni" per il suo lavoro a seguito di specifiche istanze da parte della difesa. Deciderà, insomma, il giudice volta per volta.

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