Foggia, trovato il corpo di un bracciante pakistano: era nel bagagliaio dell'auto
Era scomparso il 4 agosto. La denuncia della comunità pakistana accolta dal sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, che chiede giustizia
© Sindaco di Manfredonia Domenico La Marca / Facebook
Dopo una settimana di ricerche, il tragico epilogo. Il corpo di Sadam Houssain, bracciante pakistano di 32 anni scomparso dal 4 agosto scorso, è stato trovato nel pomeriggio del 22 agosto nel bagagliaio della sua auto a pochi chilometri dal ghetto di borgo Mezzanone, a una decina di chilometri da Foggia, dove il giovane viveva da qualche tempo. A darne notizia, con un post sui social, è il sindaco di Manfredonia Domenico La Marca, che nei giorni scorsi aveva acceso un faro sulla scomparsa del 32enne dopo la denuncia della comunità pakistana. Il primo cittadino di Manfredonia chiede "verità e giustizia" per il bracciante.
Il ritrovamento del cadavere
Il corpo è stato ritrovato in avanzato stato di decomposizione. Gli inquirenti stanno lavorando per accertare le cause della morte, ma non escludono alcuna pista, compresa quella dell'omicidio. Sarà l'autopsia a fugare ogni dubbio e a chiarire le dinamiche del decesso del 32enne pakistano. La morte potrebbe risalire al giorno della scomparsa, considerate le condizioni in cui si presenta il corpo.
Chi era la vittima
Sadam Houssain faceva il bracciante nelle campagne del Foggiano. Stando a quanto ricostruito dal sindaco La Marca, il 32enne aveva ottenuto un permesso di soggiorno per protezione speciale. Sadam era andato a vivere nella baraccopoli nel Foggiano, dove aveva accettato condizioni di vita estreme pur di ripagare il debito contratto dalla sua famiglia per finanziare il viaggio verso l'Italia, un percorso durato diversi mesi. Ma questa, denuncia il primo cittadino, "è diventata la sua prigione e poi la sua tomba. E adesso è senza vita, chiuso in un portabagagli della sua auto, ucciso da una mano criminale, che non lascia scampo, ma tante domande e troppe responsabilità".
