La nota della Procura

Roma, cinque indagati rischiano il processo per l'attentato alla Sinagoga del 1982

Ricostruita la rete dell’organizzazione facente capo a Abu Nidal dietro l’attacco che causò un morto e 40 feriti

17 Mar 2026 - 14:55
 © Ansa

© Ansa

La Procura di Roma ha chiuso le indagini sull’attentato alla Sinagoga del 1982, notificando l’avviso a cinque persone accusate di aver contribuito, a vario titolo, all’azione terroristica. L’attacco, avvenuto il 9 ottobre 1982, provocò la morte del piccolo Stefano Gaj Taché e il ferimento di circa 40 fedeli ebrei. Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero fatto parte della rete dell’organizzazione guidata da Abu Nidal, con ruoli che vanno dalla pianificazione alla logistica fino al supporto operativo. Le nuove accuse arrivano dopo una lunga attività investigativa riattivata grazie a elementi emersi in Francia su un attentato analogo avvenuto nello stesso anno a Parigi.

Chi sono gli indagati

 Come si legge nella nota della Procura: "L'avviso di chiusura indagini riguarda Abou Zayed Walid Abdulrahman, 68enne, detenuto in Francia e a giudizio per la strage del 2 agosto del 1982 di Rue des Rosiers a Parigi; Abed Adra Mahmoud Khader, 71enne cittadino palestinese residente in Cisgiordania; Al Abassi Souheir Mohammad Hassan Khalil, 74enne di origine palestinese residente in Giordania, Hamada Nizar Tawfiq Mussa, 65enne di origine palestinese residente in Giordania; Abu Arkoub Omar Mahid Abdel Rahman, 66enne di origine palestinese, residente in Giordania". Il lavoro degli investigatori italiani, in collaborazione con le autorità francesi, ha permesso di collegare l’attacco di Roma a quello compiuto nell’agosto 1982 nel quartiere ebraico di Parigi. Decisiva la creazione di una squadra investigativa comune nel 2023 e la rilettura di atti processuali, testimonianze e documenti storici. Gli inquirenti hanno così individuato i presunti responsabili ancora in vita, mentre altri complici sarebbero deceduti. Già in passato, per l’attentato romano, era stato condannato all’ergastolo un militante palestinese, mai arrestato.

Le tensioni in Italia e non solo

 L’attentato si inserisce in una fase di fortissima tensione internazionale, segnata dal conflitto in Medio Oriente e da azioni militari israeliane in Libano nei mesi precedenti. L’organizzazione di Abu Nidal - lo stesso che fu mandante dell'attentato di Fiumicino del 1985 dove morirono più di 10 persone -, nata negli anni Settanta, si caratterizzava per il rifiuto di qualsiasi dialogo e per una strategia di attacchi contro obiettivi ebraici e occidentali. A oltre quarant’anni di distanza, il caso resta aperto perché la piena ricostruzione delle responsabilità non è mai stata completata. La chiusura delle indagini rappresenta oggi un passo importante verso un possibile processo e una verità giudiziaria più completa.

Ti potrebbe interessare

videovideo