Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato arrestato nella giornata di mercoledì 23 settembre a Busto Arsizio, provincia di Varese, in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per complessivi 5 anni e 9 mesi. Il provvedimento, firmato dal procuratore di Busto Arsizio Carlo Nocerino, è stato eseguito dai carabinieri che hanno raggiunto Bossi nella sua casa e lo hanno portato nel carcere di Busto Arsizio. Le condanne riguardano fatti del 2011 e 2020 per i reati di appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza. Esclusa dal conto la condanna a un anno e 4 mesi per maltrattamenti nei confronti della madre.
Avrebbe percepito 12.800 euro col reddito di cittadinanza senza diritto
Nel cumulo pena confluiscono diverse condanne definitive per appropriazione indebita, truffa e percezione indebita del reddito di cittadinanza. Tra queste, una condanna a 1 anno e 8 mesi per l'appropriazione indebita aggravata di circa 158mila euro della Lega, relativa a spese personali sostenute tra il 2009 e il 2011, e una pena di 9 mesi per truffa e insolvenza fraudolenta. Il provvedimento comprende anche la condanna a 2 anni e 6 mesi per la percezione indebita del reddito di cittadinanza, divenuta definitiva nel giugno scorso dopo che la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa. Secondo quanto ricostruito nell'inchiesta, Bossi avrebbe percepito circa 12.800 euro tra il 2020 e il 2023 senza averne diritto. Resta invece fuori dal cumulo la condanna (non ancora definitiva) a 1 anno e 4 mesi per maltrattamenti nei confronti della madre, confermata dalla Corte d'Appello di Milano: l'ultima parola spetta alla Cassazione
