L'appello di don Coluccia dal Quarticciolo: "Imploro le istituzioni, mettiamo la parola fine alla violenza"
Don Coluccia è stato vittima di un'aggressione nella serata di sabato 3 ottobre. Per il fatto i militari dell'Arma hanno fermato tre cittadini tunisini
"Ieri sera al Quarticciolo, nel corso della mia quotidiana pastorale, sono stato circondato e minacciato di morte. Un atto intimidatorio non solo nei miei confronti ma nei confronti di tutte quelle donne e madri che costantemente mi chiamano intimorite non solo per sè stesse ma soprattutto per i loro figli. Porto le loro lacrime davanti a tutti affinché questo grido di dolore e questa violenza cessi definitivamente. Basta violenza …. Basta disperazione! Come San Giovanni Paolo II ad Agrigento, dico a chi spaccia e a chi spara: "Convertitevi!". È l'appello fatto da Don Coluccia, il prete sotto scorta conosciuto per le sue lotte contro le mafie e contro la droga che, nella serata di sabato 3 ottobre, è stato vittima di un'aggressione che ha portato al fermo di tre cittadini tunisini.
Sparatorie e ferimenti, la violenza del Quarticciolo
"Da troppo tempo ormai la situazione è fuori controllo: sparatorie e ferimenti anche in pieno giorno, pattuglie delle forze dell’ordine aggredite e accerchiate... Questa situazione deve finire. Malgrado l’immenso lavoro che viene fatto da carabinieri e polizia di Stato, a cui va il mio primo ringraziamento, la situazione presenta ancora delle gravi criticità. È necessario un lavoro complesso, integrato e partecipato anche con enti quali Ama, Acea ed Enel per ridare luminosità e pulizia perché solo così può essere superato il degrado, l’illegalità e lo spaccio.
L'appello del don alle istituzioni
"Da pastore imploro il presidente Meloni, le istituzioni, ai livelli più alti, di dare una risposta definitiva. Come i cittadini hanno chiesto più volte, anche con una raccolta firme e con numerosi esposti. È il tempo di un presidio fisso nel quartiere. È ora di una azione nuova e coraggiosa. La legalità si costruisce anche con una cittadinanza che si riprende i propri spazi. Ringrazio infine ma non da ultimi il ministro Crosetto e il comandante generale dell’Arma dei carabinieri per il tempestivo intervento così come gli uomini della scorta della Polizia di Stato che hanno impedito che l’aggressione potesse avere risvolti più dolorosi. E come diceva Sant’Agostino che la speranza ha due figli: indignazione e coraggio", ha detto don Coluccia.
