Morte a Campobasso, ipotesi esposizione a ricina anche in più fasi
Gli investigatori della Squadra Mobile stanno ascoltando amici, parenti e conoscenti della famiglia per ricostruire con maggiore precisione non solo i pasti consumati tra il 23 e il 24 dicembre, ma anche quanto avvenuto nei giorni successivi
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Per il caso di Pietracatella (Campobasso) non è esclusa l'ipotesi che l'esposizione alla ricina, risultata fatale per Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, possa essere avvenuta anche in momenti diversi e non necessariamente in un unico episodio. Sarebbe questa un'ulteriore ipotesi investigativa che amplia il perimetro delle verifiche e delle ricostruzioni.
Intanto, oggi, lunedì 27 aprile, in questura a Campobasso, riprendono le audizioni di persone informate sui fatti. Gli investigatori della Squadra Mobile stanno ascoltando amici, parenti e conoscenti della famiglia per ricostruire con maggiore precisione non solo i pasti consumati tra il 23 e il 24 dicembre, ma anche quanto avvenuto nei giorni successivi, compreso il giorno di Natale e le ore immediatamente precedenti ai ricoveri. Non è escluso, inoltre, che il padre e marito delle vittime, Gianni Di Vita, possa essere ascoltato nuovamente proprio in questa settimana.
Martedì esami sul cellulare della figlia maggiore
È invece in programma per la giornata di martedì 28 aprile, negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso, l'accertamento tecnico irripetibile sul telefono cellulare di Alice Di Vita, la 19enne figlia e sorella rispettivamente di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Si procederà con l'estrazione della copia forense dei dati alla presenza delle parti. Il giorno successivo, 29 aprile, a Bari, il medico legale incaricato Pia Benedetta De Luca procederà all'analisi dei vetrini istologici e al confronto con gli esiti tossicologici, sempre in contraddittorio tra i consulenti. E sempre in settimana, secondo quando confermato da fonti investigative, si svolgerà un nuovo sopralluogo scientifico nell'abitazione di Pietracatella per cercare tracce e fonti di esposizione del veleno ad ampio spettro. La casa è sotto sequestro dal 28 dicembre 2025. Gli accertamenti si inseriscono nel doppio filone dell'inchiesta coordinata dalla procura di Larino, che procede per duplice omicidio volontario a carico di ignoti e per omicidio colposo nei confronti di cinque medici dell'ospedale Cardarelli di Campobasso.
