Nuova perquisizione nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gli agenti della Questura sono arrivati davanti allo stabile poco dopo le 9 di venerdì 6 novembre per effettuare nuovi accertamenti nell'abitazione in cui vivevano Sara Di Vita, 15 anni, e la madre Antonella, 50, morte dopo essere state avvelenate con la ricina nel dicembre dello scorso anno. Secondo quanto si apprende, al termine della perquisizione l'immobile dovrebbe essere dissequestrato.
L'appello di Gianni Di Vita
"Voglio la verità perché senza io e mia figlia Alice non saremo mai sereni". Così Gianni Di Vita, parlando con l'emittente locale Teleregione Canale 17. Nell'intervista, diffusa durante la puntata del 5 novembre di "Dentro la Notizia", l'uomo ha chiesto di fare piena luce su quanto accaduto in quelle notti, per poter dare in futuro una risposta all'unica figlia rimasta in vita. "Non vorrei che fosse stato un delitto, sarebbe una seconda tragedia", ha confidato l'ex sindaco di Pietracatella, che si è detto anche "esausto" per l'attenzione mediatica.
L'attesa per gli esiti dalla Germania
Di Vita ha ribadito di non avere paura perché non ha "nulla da nascondere". "Spero solo che questa storia finisca il prima possibile", ha affermato, aggiungendo: "La cosa peggiore è successa a Natale, tutto quello che accade adesso non mi può spaventare". L'uomo ha infine confermato la fiducia nel lavoro degli inquirenti e ha richiamato l'attesa per il referto dalla Germania: "Vogliamo aspettare almeno che arrivi il referto dalla Germania?".
