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Il Comune di Milano ha diramato linee guida urgenti dopo il rogo. La procura apre un'inchiesta, rischio esplosione per due container
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Finestre chiuse nel raggio di due chilometri, stop alla consumazione di verdura e frutta raccolte in zona e divieto per i bambini degli asili nido e nelle scuole d'infanzia di uscire negli spazi all'aperto. Sono queste alcune delle raccomandazioni che il Comune di Milano ha diramato alle prime ore di giovedì 9 luglio, dopo che nella serata di mercoledì un enorme incendio ha avvolto un capannone del corriere Brt, in via Don Giovanni Minzoni alla Bovisa, nella zona Nord di Milano.
La comunicazione dell'amministrazione locale ha seguito le prime analisi di Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), che ha valutato la qualità dell'aria inevitabilmente impattata dall'enorme colonna di fumo che si è innalzata a partire dalle 19.30 di mercoledì 8 luglio. Secondo l'Agenzia, non sarebbero stati registrati "valori critici per gli inquinanti monitorabili sul posto".
"Si chiede alla popolazione, nel raggio massimo di 2 km di evitare di sostare all'aperto, di tenere le finestre chiuse, di non utilizzare verdura coltivata sul balcone o in orti, di evitare in nidi, scuole dell'infanzia e parchi pubblici o privati che i bambini utilizzino gli spazi verdi all'aperto", si legge in un post pubblicato dal Comune sui social media. "Tali precauzioni sono valide nella giornata di giovedì fino a ulteriori rilevazioni di Arpa e/o comunicazioni del Comune di Milano su indicazione dell'autorità sanitaria".
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Le fiamme divorano i rimorchi parcheggiati nel deposito milanese
Le fiamme sono divampate in un deposito posizionato a una manciata di passi da uno studentato e a poche centinaia di metri da uno dei campus del Politecnico di Milano, nel quartiere Bovisa. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite da un container parcheggiato all'interno di un capannone dell'area operativa dell'azienda di spedizioni, distruggendolo completamente. Non ci sarebbero feriti o intossicati.
Stando a quanto dichiarato in una nota ufficiale dall'azienda, a rimanere colpito maggiormente sarebbe stato "il magazzino per lo smistamento dei pacchi in arrivo e in partenza" di 8mila metri quadrati. All'interno si trovavano muletti, ma non camion. Quando le fiamme si sono propagate, si sarebbero sentiti diversi scoppi del materiale che ha preso fuoco. I vigili del fuoco hanno comunicato di aver "impedito" che il rogo raggiungesse "depositi di carburante presenti nell'area movimentazione merci", scongiurando così una tragedia.
L'opera di spegnimento dei vigili del fuoco prosegue. Due container continuano a bruciare e, dato che contengono bici elettriche, si teme che le batterie possano causare delle esplosioni. Sul posto, in via Don Giovanni Minzoni, operano ancora cinque squadre di pompieri che si alternano ad altri, senza sosta, proprio per raffreddare al massimo i due mezzi in modo da evitare l'innesco delle numerose batterie.
L'incendio ha provocato una densa colonna di fumo, visibile da diversi chilometri di distanza, e un forte odore di bruciato, avvertiti in gran parte della metropoli. Il fumo e il forte odore di bruciato si sono diffusi in particolare nei quartieri di Niguarda, Bicocca, Dergano e Affori. Immediatamente sono intervenuti i vigili del fuoco con una cinquantina di unità. Intanto la procura di Milano ha aperto una inchiesta. Sono infatti da accertare le cause del rogo, tenendo presenti anche gli attentati dolosi accaduti in Germania che secondo gli inquirenti tedeschi sarebbero sabotaggi di matrice russa.