Prima il figlio avrebbe aggredito un carabiniere con un badile, poi la madre, intervenuta durante le concitate fasi dell'operazione, si sarebbe armata di un coltello con una lama di circa 25 centimetri, minacciando prima il figlio e successivamente uno dei militari. È accaduto la sera del 7 settembre in un'abitazione di campagna del Basso Molise. Madre e figlio sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale.
Secondo quanto riferito dal comando provinciale dei carabinieri di Campobasso, i militari erano intervenuti dopo la telefonata al 112 di una donna che aveva segnalato lo stato di alterazione psicofisica del figlio di mezza età, appena rientrato a casa. Durante il tentativo di sottoporlo a perquisizione domiciliare, l'uomo avrebbe afferrato un badile scagliandosi contro uno dei carabinieri, che è riuscito a schivare il colpo. Dopo una colluttazione è stato disarmato.
A quel punto sarebbe intervenuta la madre. La donna, secondo quanto ricostruito, avrebbe preso in cucina un coltello con una lama di circa 25 centimetri dirigendosi verso il figlio e minacciandolo di morte. A quel punto due militari si sono frapposti tra i due. La donna avrebbe quindi rivolto le minacce verso un carabiniere, puntandogli contro il coltello. Disarmata, avrebbe poi impugnato un bastone di legno e si sarebbe scagliata contro una carabiniera, che è riuscita a sottrarsi ai colpi riportando però una scarica di calci, schiaffi e spintoni. I militari hanno riportato escoriazioni ed ematomi e sul posto è stato necessario anche l'intervento del 118.
Su disposizione del pubblico ministero madre e figlio sono stati arrestati: l'uomo, già gravato da precedenti di polizia, è stato portato in carcere, mentre la donna è stata posta inizialmente ai domiciliari. Nell'udienza gli arresti sono stati convalidati. Per entrambi è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora nel comune di residenza; alla donna non sono state applicate ulteriori misure.
