
foto LaPresse
Una proposta che va però discussa, per la maggiore parte, con altri enti: Trento e Belluno nella fattispecie, visto che i passi in questione sono solo a metà in territorio di Bolzano.
E, se Trento e Lombardia hanno mostrato una certa apertura alla proposta, Belluno dice un deciso no. Bolzano però non ha intenzione di cedere e ha già stabilito anche il valore del pedaggio: 5 euro per le auto, 12,50 per i camper, 25 per i bus. Ma, se sul Gardena Bolzano può fare come vuole, visto che entrambi i versanti sono nel suo territorio, e se sullo Stelvio l'accordo con la Lombardia è praticamente chiuso, non è così per il Pordoi (gestito da Belluno e Trento), per il Campolongo (Bolzano e Belluno) e per lo Stelvio (Bolzano e Lombardia).
L'intenzione dell'assessore provinciale Florian Mussner è però quella di andare avanti per la sua strada, facendo scattare il provvedimento già questa primavera. Anche se questa idea non convince nemmento un autorevole bolzanino come Reinhold Messner, che dice: "Meglio chiudere i passi tutti i giorni dalle 10 alle 17".
Da Bolzano precisano che non si tratta di una misura per fare cassa, ma di un piano per "valorizzare e proteggere una zona alpina molto sensibile e unica nel suo genere", dice ancora Mussner. Con le entrate saranno finanziate sia la manutenzione di queste strade di montagna, che solo per lo Stelvio ammonta a 500mila euro all'anno, "come anche il trasporto pubblico sui passi e altre iniziative paesaggistiche e culturali", spiega l'assessore. "Potremmo - aggiunge - tenere in funzione gli impianti di risalita anche d'estate".
Il caso del Rombo
E' dal 2004 che la giunta altoatesina porta avanti il progetto. Il primo passo venne fatto sei anni fa a passo Rombo, in val Passiria, ma non fu una vera rivoluzione perché sul versante austriaco si pagava già il pedaggio. Il progetto pilota ha funzionato bene e ora sarà esteso, anche se modificato. Mentre a passo Rombo si paga a un casello, per lo Stelvio e i passi dolomitici Mussner pensa invece a una vignetta, valida un giorno per tutti i passi, da acquistare ad appositi distributori lungo le strade e in alberghi e aziende di soggiorno. Mussner ribadisce che la Provincia di Bolzano cercherà il consenso con i Comuni e le Province limitrofe. E con Belluno la lotta si annuncia dura. Dalla Regione Veneto arriva infatti un no su tutta la linea: il pedaggio, dicono, ucciderebbe il turismo in molte vallate sul versante veneto.
L'intenzione dell'assessore provinciale Florian Mussner è però quella di andare avanti per la sua strada, facendo scattare il provvedimento già questa primavera. Anche se questa idea non convince nemmento un autorevole bolzanino come Reinhold Messner, che dice: "Meglio chiudere i passi tutti i giorni dalle 10 alle 17".
Da Bolzano precisano che non si tratta di una misura per fare cassa, ma di un piano per "valorizzare e proteggere una zona alpina molto sensibile e unica nel suo genere", dice ancora Mussner. Con le entrate saranno finanziate sia la manutenzione di queste strade di montagna, che solo per lo Stelvio ammonta a 500mila euro all'anno, "come anche il trasporto pubblico sui passi e altre iniziative paesaggistiche e culturali", spiega l'assessore. "Potremmo - aggiunge - tenere in funzione gli impianti di risalita anche d'estate".
Il caso del Rombo
E' dal 2004 che la giunta altoatesina porta avanti il progetto. Il primo passo venne fatto sei anni fa a passo Rombo, in val Passiria, ma non fu una vera rivoluzione perché sul versante austriaco si pagava già il pedaggio. Il progetto pilota ha funzionato bene e ora sarà esteso, anche se modificato. Mentre a passo Rombo si paga a un casello, per lo Stelvio e i passi dolomitici Mussner pensa invece a una vignetta, valida un giorno per tutti i passi, da acquistare ad appositi distributori lungo le strade e in alberghi e aziende di soggiorno. Mussner ribadisce che la Provincia di Bolzano cercherà il consenso con i Comuni e le Province limitrofe. E con Belluno la lotta si annuncia dura. Dalla Regione Veneto arriva infatti un no su tutta la linea: il pedaggio, dicono, ucciderebbe il turismo in molte vallate sul versante veneto.











bernisim - 20/01/12
Adoro quei luoghi da più di 20 anni, ma (a dispetto della spocchia con cui gli abitanti ci trattano) li ho visti distruggere la Natura costruendo l'impossibile (e per legge solo loro possono farlo), inventando ogni scusa per mungere sempre più i turisti, ritrovandosi con una gioventù malsana (un pastore mi raccontava che gira molta droga, paghette incredibili ai bimbi, alberghi venduti dai figli per fare la bella vita,...).
Ora d'improvviso hanno riscoperto la Natura e non pensano ai soldi?
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hector - 20/01/12
divieti,divieti,divieti e tasse..non è certo difficile governare l'italia,specialmente quando servono soldi e si fruga nelle tasche altrui,con il motto.."se paghi puoi inquinare"..x valecesca,i tuoi pensieri sono inquinati...e presto dovrai pagare 5 euro ogni volta che parli...........
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fornoo - 20/01/12
Basta non andarci e il problema è risolto!
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Geologist - 20/01/12
Io ritengo che sia una violazione alla costituzione, ed in ultimo,una azione incosciente riduttiva del campo d'azione delle iniziative necessarie e poste in essere, per non far pesare la crisi sui cittadini Italiani.
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Leibnizio - 20/01/12
Ecco un altro balzello che viene ventilato a pretesto ecologico !!!
Ma non credo che verrà mai attuato. Questi oltre che sfacciati sono anche molto furbi. Non si lasceranno sottrarre i polli turistici da altre località montane.
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f.alla - 20/01/12
un modo come un'altro per fare cassa, non centra propio nulla con l'inquinamento, io proporrei di far pagare un tiket ai residenti in quei comuni che chiedono il tiket, per ogni qualvolta che escono dal loro comune con la macchina
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spartacots1943 - 20/01/12
In Austria, sulla Tauernautobahn, autostrada a 4 o 6 corsie, per ridurre l'inquinamento è imposta una velocità massima di 100 Km/h.Inoltre le strade di montagna sono spesso a pagamento (Grossglockner €27 - Villacheralpe €15). Non deve stupire che gli altoatesini, cui, non si dimentichi, non è mai stata data la possibilità di decidere liberamente se essere italiani o no, ragionino da austriaci, quali, in realtà, sono.
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